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Armando Punzo, regista della Compagnia della Fortezza, all’Università degli Studi di Napoli Federico II, dal 5 al 9 dicembre 2005, per il progetto: “Isole di Teatro – per un Teatro della Necessità”

Il progetto, ideato da Agostino Riitano e Stefania Piccolo ed organizzato dall’Associazione Culturale Labor.Inti Federiciani e dall’Associazione Culturale Officinae Efesti, patrocinato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, prevede la realizzazione di un laboratorio teatrale pratico condotto dal regista Armando Punzo – fondatore della celebre Compagnia della Fortezza composta da detenuti-attori del carcere di Volterra – una delle compagnie più importanti del panorama europeo – che si terrà presso il teatro “Tinta di rosso”; e due seminari teorici che si terranno presso l’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia.

Il laboratorio pratico avrà come tema di partenza l’”Opera da tre soldi” di Bertold Brecht e si svilupperà con una dinamica full immersion che impegnerà i partecipanti per cinque intere giornate. Il 5 dicembre alle ore 13.00 incontreremo Armando Punzo che dedicherà il seminario all’esperienza della Compagnia della Fortezza ed ai risultati da essa conseguiti sia sul piano della funzione trattamentale carceraria che sul piano dell’espressione artistica, avvalendosi della proiezione di documenti filmati; il giorno 9 dicembre alle ore 13.00 vedremo Ferdinando Falossi, storico del teatro ed artigiano costruttore di maschere che ha messo a disposizione i suoi studi e la sua abilità di artista creatore al servizio del disagio in alcuni centri della Toscana, che porrà attenzione al “Teatro in aree di disagio” come nuovo fenomeno che caratterizza il teatro contemporaneo, anch’egli avvalendosi di documenti filmati.
Il progetto “Isole di Teatro –per un teatro della necessità”, nasce da riflessioni sul teatro, come luogo che protende alla conoscenza intima dell’uomo e come luogo protetto, dove poter ricercare le risorse più extra-ordinarie e misteriose dell’individuo, e dalla concezione del teatro come consapevolezza, come necessaria presenza, come luogo in cui scoprire il disagio. E’ necessario pensare ad un simposio, ad una comunione tra ciò che è immateriale – la mente, il pensiero – e la materia – il corpo. Il laboratorio è aperto ad un massimo di 15 partecipanti, studenti appartenenti all’Università Federico II di Napoli, previa lettera di motivazione da inviare all’organizzazione.

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