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SUMMARY:eruzioni festival - sesta edizione
DESCRIPTION:Eruzioni Festival con la direzione artistica di Agostino Riitano torna ad Ercolano dal 28 ottobre 2016 al 6 gennaio 2017 per raccontare\, attraverso un ricco calendario di teatro\, danza e musica\, un’urgenza della società contemporanea: la condivisione. \n \nRicci/Forte – Azienda Valletti\, Ercolano – photo di Udalrigo Massimo \n“Condividi o Muori” è il tema della sesta edizione che nasce nel solco culturale delle economie del dono\, intese come scambio costante tra i cittadini\, tra gli artisti sempre più protesi verso le comunità e pubblici sempre più interattivi e coinvolti nelle dinamiche della produzione culturale. Con Eruzioni Festival lo spettatore e il cittadino cercano di coincidere\, la creatività e il civismo finalmente iniziano a viaggiare di pari passo”. Un elemento elemento distintivo del festival\, oltre alla peculiarità dei contenuti artistici\, è la scelta dei luoghi che ospitano spettacoli\, concerti\, workshop e incontri. Durante il Festival sarà sviluppato “OGM- Ospiti genuinamente mobilitati – un esperimento artigianale di audience development” a cura di Officinae Efesti\, per rinsaldare il legame tra il Festival e la sua comunità. \nRicci/Forte – photo di Udalrigo Massimo \nIl Festival è la riscoperta di Ercolano\, una città simbolo associata al Vesuvio che\, anche con la candidatura a Capitale Italiana della Cultura\, intende mostrare e condividere il proprio patrimonio culturale materiale e immateriale. Il Vesuvio\, quindi\, meta classica e ultima dei viaggiatori da quando Napoli è una grande metropoli\, può funzionare da simbolo di una vera e propria frontiera. L’immagine del vulcano come sintesi forte tra antico e moderno\, come accumulo di detriti che si fanno fertili. \n   \nEruzioni Festival è un evento  volto a produrre visioni non di massa ma di individui: sarà un luogo di pensiero\, di progetto\, di confronto e trasmissione di esperienza. Tutti gli spettacoli sono ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. \nInfo e prenotazioni: eruzionifestival@gmail.com\n+39 3498766278 (anche messaggio whatsApp)\nIl programma completo è disponibile su www.eruzionifestival.it \n\nRassegna stampa
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SUMMARY:welcomeLab_laboratorio teatrale interculturale
DESCRIPTION:#welcomelab\, un percorso laboratoriale dedicato a 25 giovani ragazzi/e italiani e immigrati che vivono a Napoli. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				welcomelab – Napolixenia\n				\n			\n				\n			\n				\n				welcomelab – Napolixenia\n				\n			\n				\n			\n				\n				welcomelab – laboratorio teatrale interculturale\n				\n		\n\nL’integrazione culturale passa attraverso “#welcomelab\, laboratorio teatrale interculturale”\, ideato e condotto da Officinae Efesti\, nell’ambito del progetto Napolixenia.* \nOfficinae Efesti inaugura nel cuore di Napoli una piattaforma reale di incontro\, confronto e condivisione di buone pratiche sui temi della migrazione e delle società multietniche; performer\, danzatori\, musicisti\, operatori sociali e innovatori culturali lavoreranno con giovani italiani ed immigrati\, rifugiati e richiedenti asilo\, indagando le potenzialità nascoste nell’attuale contesto sociale e geopolitico. \n    \nOfficinae Efesti aggiunge un nuovo tassello al lavoro che ha intrapreso da diversi anni sul tema della valorizzazione delle risorse che stanno “a margine” della società: welcomelab come processo per la costruzione di un nuovo paradigma sociale\, che metta al centro gli attuali flussi migratori quali preziosa risorsa per la società occidentale\, in profonda crisi identitaria e di senso oltre che socioeconomica. \nComunità multiculturali integrate come volano di rinascita e linfa per il mondo occidentale. \n    \nLa convivenza fra etnie diverse genera innovazione e cambiamento\, produzione di valore artistico\, umano e sociale; welcomelab accoglierà esperienze concrete di #integrazione e valorizzazione delle differenze\, rifletterà sul tempo e lo spazio\, le tradizioni e le relazioni\, il sacro e il profano\, nelle diverse #culture coinvolte. \nIl percorso verrà guidato da Stefania Piccolo in collaborazione con danzatori e musicisti di nazionalità diverse e accoglierà il contributo di professionisti di vari settori; partirà il 10 maggio al Convento San Nicola da Tolentino\, bene storico artistico che sorge a ridosso della collina del Vomero\, immediatamente sotto il Castel Sant’Elmo ed immerso nel verde della vigna di San Martino. \n#welcomelab prevede 11 incontri\, da 4 ore ciascuno\, per un totale di 44 ore. \n \nIl #laboratorio è gratuito\, aperto a tutti\, per partecipare non è necessario avere esperienze pregresse. Per aderire inviare una email con breve presentazione e motivazione\, specificando se si suona uno strumento musicale\, a info@efesti.org entro sabato 7 maggio. \nContatti: Stefania Piccolo 3498766278 – Alessandra Magnacca 3358226072 \n*Napolixenia\, progetto ideato da Agostino Riitano\, è finanziato dalla “Fondazione con il sud” nell’ambito degli interventi per la tutela e promozione del patrimonio storico\, artistico e culturale; vede “L’Altra Napoli Onlus” capofila in partnership con Officinae Efesti\, La Paranza Cooperativa Sociale Onlus\, Provincia Napoletana della Congregazione della Missione di San Vincenzo De’ Paoli e Un Fiore per la Vita Cooperativa Sociale. \nhttps://www.facebook.com/events/955753961208483/#WelcomeLab_laboratorio teatrale interculturale   \nUn ringraziamento speciale a Giuseppe Arici per la collaborazione. \nrassegna stampa
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LOCATION:Convento San Nicola Da Tolentino
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SUMMARY:atelier teatrali territoriali 2013 (ATT) / la grande magia: i ragazzi
DESCRIPTION:Un progetto a cura dell’ ASS. I TEATRINI in collaborazione con: ASS. OFFICINAE EFESTI e ASS. F.PL.FEMMINILE PLURALE\n\n\n\nDirezione e coordinamento generale Luigi Marsano coordinamento progetti Giovanna Facciolo\, Ass. I Teatrini Marina Rippa\, Ass. f.pl. femminile plurale Agostino Riitano e Stefania Piccolo \, Ass. Officinae Efesti\n\n \nscarica la brochure – scarica la locandina \n\n“L’amore che d’è”: la voce di Eduardo De Filippo e di Monica Vitti è l’incipit di questo lavoro. Il messaggio delle aperture del laboratorio è semplice e delicato\, certamente poetico.  Parla della ‪fragilità‬\, ma al tempo stesso della forza della ‪‎relazione‬ a due\, che è spesso un entrare e uscire dall’ombra\, un appoggiarsi all’altro per ‪‎fiducia‬ e per ‪bisogno‬. E tuttavia c’è qualcosa di rassicurante pur nelle insicurezze che portano a dubitare del proprio ‪‎corpo ‬o a cercare i camuffamenti del trucco\, le coppie riescono a pervenire a un‪ equilibrio‬: ciascuna ‪#danza‬ a suo modo\, perché in fondo ci sono tanti modi di ‪amare‬ e di ‪amarsi‬.  E’ liberatorio il ‪#‎canto‬ finale\, un ‪#‎desiderio‬ di ‪#‎autenticità‬. \n   \n\n‪#‎att13‬ ‪#‎atelierteatraliterritoriali‬ ‪#‎laboratorioteatraleinterculturale‬ \n\n\nLe immagini di scena sono del fotografo Pino Miraglia.
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LOCATION:Teatro San Ferdinando
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SUMMARY:trasparenze festival / atelier della scena contemporanea (2012-2013)
DESCRIPTION:Il Teatro dei Venti di Modena\, in risposta al persistente senso di smarrimento\, cercando di non perdere mai il gusto del fare – per il Teatro e tramite il Teatro\, ha stretto un sodalizio con Officinae Efesti di Napoli\, con la quale ha deciso di immaginare e concretizzare un progetto di festival come laboratorio permanente ed occasione di incontro tra i linguaggi. Siamo convinti che lo scambio delle competenze e l’unione delle esperienze sia la sfida della generazione del tempo presente\, un’occasione per confondersi e valutare oltre il già praticato. \n    \nIl Festival Trasparenze – Atelier della scena contemporanea fa tesoro dell’esperienza di Eruzioni Festival e diviene luogo di comunità temporanea. Uno spazio per valorizzazione modelli e processi creativi\, al fine di stimolare una movimentazione dell’arte più dinamica e aperta dell’attuale\, capace di riflettere le contemporaneità che ci sono e quelle che verranno. Non cerchiamo di scoprire qualcosa di nuovo\, ma qualcosa di sommerso\, quella brace sotto la cenere che tiene calda la cultura e l’arte. \n \nIl lavoro della direzione artistica\, composta dal regista del Teatro dei Venti Stefano Tè e dal project manager Agostino Riitano delle Officinae Efesti\, è supportato da una Consulta Giovanile (la #Konsulta)\, composta di cinquanta giovani tra i 16 e i 24 anni. \n \nI giovani visioneranno i progetti artistici che pervengono in risposta agli avvisi pubblico annuali\, e dopo diverse sessioni di consultazione e discussione\, individuano\, supportati dalla direzione artistica\,  i progetti da presentare nel programma e alla città di Modena. Trasparenze in fin dei conti è un azzardo\, e invitiamo tutti a puntare insieme a noi! \nNe abbiamo seguito la direzione artistica (Agostino Riitano e Stefano Tè)\, il supporto alla comunicazione (Stefania Piccolo con Salvatore Sofia e Simone Pacini di fattiditeatro) nelle prime due edizioni\, di cui potete leggere qui sotto \n👇👇👇! \nhttps://trasparenzemodena.wordpress.com/il-progetto/trasparenze-2012/festival/ \nhttps://trasparenzemodena.wordpress.com/il-progetto/trasparenze2013-2014/ 
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LOCATION:Modena / Teatro dei Venti
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SUMMARY:Atelier Teatrali Territoriali 2012 (ATT)
DESCRIPTION:Atelier Teatrali Territoriali 2012\n COMUNE DI NAPOLI\nAssessorato alla Cultura\n\ncon l’adesione della FONDAZIONE EDUARDO DE FILIPPO\npresenta\n\nla grande magia 2012\n \n\n\nAtelier Teatrali Territoriali per bambini\, ragazzi e donne al Teatro S. Ferdinando di Napoli \n\n\nun progetto a cura dell’ASS. I TEATRINI in collaborazione con:\nASS. OFFICINAE EFESTI – ASS. INTERNO 5 – ASS. F.PL.FEMMINILE PLURALE\ndirezione e coordinamento generale\nLuigi Marsano\ncoordinamento progetti\nGiovanna Facciolo\, Ass. I Teatrini\nMarina Rippa\, Ass. f.pl. femminile plurale\nAgostino Riitano\, Ass. Officinae Efesti\nAntonello Tudisco\, Ass. Interno 5\n\nsi ringrazia per la collaborazione il TEATRO STABILE DI NAPOLI MERCADANTE – SAN FERDINANDO\n\n\n\n\nla grande magia: spazio altro / Laboratorio teatrale interculturale a cura dell’associazione Officinae Efesti \n\n\n\n\nLo scopo è di promuovere nel territorio\, attraverso i linguaggi espressivi dell’arte e della comunicazione sociale\, i potenziali creativi e i multiformi talenti presenti in ciascun individuo. Nell’ambito della didattica e della cultura riteniamo\, infatti\, il Teatro il luogo privilegiato dove esplorare e vivere la globalità di una esperienza creativa e formativa. ll termine cultura\, all’interno della definizione di intercultura\, fa riferimento – ancor prima che alla storia e alle tradizioni del proprio paese d’origine – alla propria storia personale\, fatta di lingue e dialetti\, vissuti ed esperienze\, ricordi e racconti. Gli incontri mireranno ad indirizzare i partecipanti verso una costante ricerca e scoperta individuale: normalmente chi ricerca la propria creatività cerca innanzitutto se stesso.\nI nostri laboratori teatrali sono intesi come “ricerca aperta al territorio” e si caratterizzano\, quindi\, come attività di ricerca e di conoscenza della realtà in cui ci troviamo ad operare per dare risposta concreta e non convenzionale ai bisogni della comunità in cui si lavora. Pensiamo che la prima funzione del Teatro in età scolare è quella di favorire\, attraverso il gioco e la rappresentazione\, la socializzazione delle esperienze individuali e la condivisione di obbiettivi comuni. In quanto lavoro di gruppo\, il Teatro promuove l’integrazione tra gli individui nelle loro diversità. \nIl laboratorio è condotto da Stefania Piccolo\, Agostino Riitano\, Eduardo Ammendola. E’ dedicato a 20 ragazzi adolescenti tra italiani e immigrati dai 13 ai 18 anni del quartiere San Lorenzo di Napoli. Un ringraziamento particolare va a Stefano Tè del Teatro dei Venti per la sua preziosa collaborazione. \n https://www.youtube.com/watch?v=TZkdUS2x2QE \nLe foto di scena sono di Adelaide Di Nunzio. \nRassegna stampa\n 
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LOCATION:Teatro San Ferdinando
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SUMMARY:omaggio ai Monumenti al rione sanità di Napoli
DESCRIPTION:Omaggio ai Monumenti al Rione Sanità” curati dall’Associazione Culturale Officinae Efesti\, in collaborazione con le Catacombe di Napoli e con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli\, con la direzione artistica di Agostino Riitano. \nIn programma dal 6 maggio al 2 giugno del 2012: dal gruppo musicale degli R&Fusion in concerto Acustico nelle Catacombe di San Gennaro\, al concerto acustico con vibrafono di Dario Mennella\, al Reading Teatrale nel Cimitero delle Fontanelle di Salvatore Cantalupo che leggerà Andrei Tarkovskij\, al Reading teatrale di Antonello Cossia che leggerà i Discorsi edificanti di Søren Kierkegaard nelle Catacombe di San Gennaro\, ai due concerti di altrettanto prestigio e carica emotiva: rispettivamente sabato 26 maggio\, nel Chiostro di Fra Nuvolo della Basilica di Santa Maria della Sanità\, il concerto Jazz dei giovanissimi Off-beat trio. E domenica 27\, invece\, nella cornice suggestiva delle Catacombe di San Gennaro la chitarrista Anna Mancini\, regina italiana del tapping e del finger style\, chitarrista acustica solista\, la giovane e talentuosa musicista partenopea che usa le sei corde come una percussione. \nIl programma è a cura della nostra Associazione\, che da anni fa da talent scout alla scoperta di realtà teatrali nascoste\, musicisti e artisti del panorama nazionale ed internazionale poco noti e li programma nei propri eventi.
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SUMMARY:METAMORFOZA
DESCRIPTION:METAMORFOZA: Spettacolo del nuovo gruppo teatrale Teatar Libero\, di Novi Sad\, Serbia\, diretto da Stefano Tè e Agostino Riitano. Il  video del trailer è stato realizzato da  Andrea Solieri e Cristiano Regina . Lo spettacolo ha visto in scena: Agnes Györe\, Andrea Petrovic\, Damian Hrvojevic\, Jelena Jekic\, Jelena Trivanovic\, Nemanja Bakic e Olga Simic.   \nMetamorfoza è  un progetto tra la Serbia e l’Italia\, promosso dal Comune di Modena\, l’Arci di Modena\, il Teatro dei Venti e Voice Off\, in collaborazione con Officinae Efesti.  \nUn ringraziamento a Arcs\, Studentski Kulturni Centar Novi Sad e alla Regione Emilia – Romagna. \n\n  \n  \n 
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SUMMARY:La favola del colibrì
DESCRIPTION:Venerdì 6 gennaio 2012\, dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle ore 17:00\, presso la Chiesa dell’Immacolata e San Vincenzo di Napoli\, conduciamo il laboratorio “OMBRE CINESI” per bambini dai 3 agli 8 anni del quartiere Sanità\, per la realizzazione dello spettacolo di teatro nero “La favola del colibrì”\, che sarà poi messo in scena dagli allievi del nostro laboratorio teatrale interculturale Xenos\, alle ore 18 nella cripta della Basilica di Santa Maria della Sanità. \nNel buio di una sala oscurata\, un teatrino delle ombre nasconde un attore che con piccole sagome ritagliate e colorate da plastiche trasparenti e/o da carta e cartoni ci presenta le simpatiche avventure di animali\, bambini e principesse….Dopo aver assistito ad alcune scene vengono svelati i trucchi\, le astuzie e le regole del gioco. I bambini\, divisi in piccoli gruppi\, costruiscono le loro sagome e sperimentano\, attraverso il gioco teatrale\, le possibilità espressive delle Ombre Cinesi. \nAbbiamo usato la tecnica de “Il teatro nero” che si è conclusa con la realizzazione delle sagome della favola del colibrì\, all’interno di in uno spazio completamente buio e condizioni di luce particolari come quelle della cripta delle Catacombe di San Gaudioso della Basilica Santa Maria della Sanità\, utilizzando la “luce nera” (luce wood). Questa luce provoca alcuni tessuti\, materiali e i colori spiccano\, gettando il nero nel nulla. I contrasti di luce nel buio più totale permette alle persone o cose completamente vestiti di nero di essere invisibile\, come pure far apparire qualsiasi materiale fluorescente. Da qui la nostra fantasia ha potuto volare. \nPer i disegni e le sagome della favola del colibrì ringraziamo Clelia Pinto (https://www.facebook.com/cle.lia.5) \nRassegna stampa\n 
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LOCATION:Catacombe di San Gaudioso / Basilica Santa Maria della Sanità
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SUMMARY:Laboratorio teatrale interculturale Xenos / Errando tra la gente
DESCRIPTION:Il laboratorio teatrale Errando tra la gente\, con la finalità di un prodotto di creazione multimediale\, offerto dalle Cooperative Sociali Al Azis e Il Millepiedi e condotto da Stefania Piccolo dell’Associazione Culturale Officinae Efesti\, ha come scopo di mettere in campo una pratica che precede lo spettacolo teatrale e le prove per lo spettacolo in cui gli attori si esercitano per sviluppare sicurezza e presenza scenica: il training o allenamento dell’attore che si realizza in un laboratorio teatrale. Le basi con le quali ogni attore deve scontrarsi ancor prima di recitare come la presenza scenica\, la reattività\, l’attenzione\, la sicurezza\, l’agilità\, l’uso dell’equilibrio\, della voce\, del ritmo e dell’immaginazione sono il terreno su cui si muove questo tipo di allenamento che si esplica in un laboratorio teatrale. La parola stessa indica lo spirito di un laboratorio\, un luogo protetto dove poter sperimentare\, ricercare\, contaminare ed essere contaminati. Attraverso gli esercizi classici del teatro si riuscirà a scavare dentro se stessi\, a scoprire capacità magari ignorate prima e ad acquisire una maggiore sicurezza. Un luogo dove potersi buttare in caduta libera\, senza la paura dell’errore e con la consapevolezza che proprio da un errore può nascere una consapevolezza. Proprio nell’ottica di una continua ricerca e di un inesauribile scambio di esperienze\, il laboratorio teatrale sarà realizzato con un gruppo di 15 tra adolescenti stranieri e italiani del Rione Sanità di Napoli e servirà ad integrare gli stranieri con gli italiani ed ogni partecipante affronterà un percorso che sarà singolo\, ma condiviso con il gruppo di lavoro in un’esperienza di gioco teatrale che porterà alla consapevolezza di nuove vie comunicative. Il percorso porterà alla realizzazione di una creazione multimediale ovvero un montaggio di 12 minuti che sintetizzi al meglio l’esperienza maturata nei mesi di incontri\, dal titolo “Impariamo le persone” con la regia di Laura Di Nitto. \n\nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:La tana
DESCRIPTION:La Catacomba di San Gennaro è il luogo ideale per mettere in scena La tana di Franz Kafka. In questo racconto un imprecisato animale è impegnato a progettare e riprogettare il proprio rifugio sotterraneo in una lotta esasperante contro nemici invisibili. Mascia Musy dà voce alle angosce di questo essere\, metà uomo e metà animale che\, con morbosa precisione\, passa in rassegna ogni angolo della propria tana. I temi affrontati da Kafka\, come la paura dell’altro\, il sospetto\, la chiusura dell’individuo in se stesso\, vengono ripresi in questo adattamento di Francesco Saponaro – che si avvale della collaborazione artistica di Lino Fiorito per le scene e i costumi\, e di Pasquale Mari per le luci – rendendo ancora più evidente la scelta del protagonista di isolarsi dagli altri individui \nMascia Musy è la protagonista di La Tana di Franz Kafka per la regia di Francesco Saponaro. Nel monologo un imprecisato animale\, impegnato a difendersi da nemici improbabili\, progetta e sistema la sua tana\, accumula provviste\, costruisce e demolisce ipotesi di difesa.\nIl tema del nemico invisibile\, del sospetto\, della paura dell’imponderabile\, affrontato da Kafka viene ripreso in questo lavoro per il Napoli Teatro Festival Italia rendendo ancora più evidente la scelta estrema di questo essere\, a metà tra animale e uomo\, che rifiuta il mondo reale e\, nel costruire il proprio rifugio sotterraneo\, si isola completamente dagli altri individui. \nLa tana di Franz Kafka durata: 40m | Paese: Italia | Lingue: italiano\nCatacomba di San Gennaro – 02-03-04-05/07/2011\, 19:00 e 20:30 \ndrammaturgia Gianni Garrera\nregia e adattamento Francesco Saponaro\nproduzione Napoli Teatro Festival Italia\nin collaborazione con Eruzioni Festival produzione esecutiva Officinae Efesti \nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:ERUZIONI FESTIVAL - V Edizione
DESCRIPTION:Teatro\, cinema\, workshop e incontri alle pendici del Vesuvio: è la V edizione di “Eruzioni Festival – Independent Performing Art”. Il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano diventa così lo scenario di un’eruzione artistico-creativa che propone il meglio della scena contemporanea nazionale\, evocando il trentennale della cicatrice-terremoto. Azione della terra improvvisa\, crudele\, eccessiva\, violenta\, a suo modo creativa\, per l’estetica di un territorio e l’emotività di una popolazione. Per questa ragione il festival ideato e diretto da Agostino Riitano ha come tema Tremori Tremendi. L’evento\, da sempre si è contraddistinto come laboratorio/vetrina\, come un luogo concreto d’incontro tra addetti ai lavori\, maestri e giovani talenti. \nUn osservatorio che per primo in Campania ha incoraggiato e favorito lo sviluppo delle arti performative indipendenti. Non a caso fa parte dell’associazione nazionale Scenario\, per la valorizzazione e la promozione della nuova cultura teatrale. Tra le novità di quest’anno\, una sezione dedicata al paesaggio\, con la ricerca fotografica Spunti di Svista\, e un progetto rivolto al pubblico: OGM – ospiti genuinamente mobilitati\, con il coinvolgimento dei cittadini di Ercolano. Due i lavori presentati in apertura: l’anteprima campana di “Sincronie di errori non prevedibili”\, del premio Ubu 2009 Santasangre\, e “Joy”\, performance grottesca dove l’assurdità è presa a paradigma del nostro vivere quotidiano\, a cura di Teatro Inverso\, con Davide D’Antonio e Roberto Capaldo. \nMercoledì 15\, in collaborazione con Linea d’Ombra-Festival Culture Giovani di Salerno\, si terrà la finale del bando destinato a singoli artisti\, compagnie\, gruppi di teatro e danza\, non finanziati dal Ministero. Quattro le opere inedite selezionate che si contendono il contributo di 15.000 euro per la realizzazione di una nuova produzione teatrale: “Eresia” della Compagnia Sineglossa\, regia di Federico Bomba; “Quotidiano scadere” di Teatro dei Venti per la regia di Stefano Tè; “Sonno” del Gruppo Opera\, regia di Vincenzo Schino; “Trasumanar” della Compagnia Pedoni dell’Aria per la regia di Alessandro de Vita. \nPer la sezione Visioni\, sono 5 i film selezionati quest’anno\, che verranno proiettati al MAV. \nStraight Left è il titolo della mostra di Dario Volpe\, esposta a Villa Maiuri nei giorni di svolgimento del festival\, che raccoglie 10 tra serigrafie e illustrazioni. Ancora\, la tavola rotonda sull’evoluzione/involuzione del paesaggio\, intitolata Sguardo vecchio | Sguardo Nuovo. \nEruzioni Festival è organizzato in collaborazione con la Fondazione CIVES e la Regione Campania. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito. \nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:Bando di coproduzione Linea d'Ombra / Eruzioni Festival
DESCRIPTION:Linea d’Ombra-Festival delle Culture Giovani presenta la prima edizione dei bandi che sostengono la realizzazione di produzioni cinematografiche di qualità e di spettacoli/performance teatrali.\nIn risposta al taglio violento alla cultura\, Linea d’Ombra-Festival delle Culture Giovani\, intende lanciare un forte segnale di sostegno alle nuove leve della cultura cinematografica e teatrale italiana.\nLinea d’Ombra-Festival delle Culture Giovani\, tende una mano concreta predisponendo € 20.000\,00 per la coproduzione di cortometraggi e € 15.000\,00 per la coproduzione di spettacoli/performance teatrali dal vivo.Altra condizione importante (che ben ci fa sperare nella serietà del progetto) riguarda la natura stessa dei lavori che viene circoscritta a “progetti inediti con una spiccata natura di innovazione”. Inoltre la selezione è strutturata su diverse tappe ricalcando\, in proporzioni più piccole\, il Premio Scenario. La prima fase termina con la raccolta dei progetti entro il 20 luglio\, nella seconda fase\, che si chiuderà il 30 dello stesso mese\, verranno scelti 3 spettacoli finalisti\, i tre artisti/compagnie proporranno infine 20 minuti dei propri lavori a Eruzioni Festival di Settembre\, qui\, la giuria composta da Peppe D’Antonio e Agostino Riitano (direttori artistici della 15a edizione di Linea d’Ombra Festival-Culture Giovani ) e altri soggetti tra critici e operatori\, decreterà lo spettacolo (o meglio l’embrione di spettacolo) vincitore della coproduzione da 15000 euro. \nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:Il respiro della città / Barock
DESCRIPTION:“Il respiro della città”_Installazioni di Sound art \, una produzione di LUDWIG officina di linguaggi contemporanei  e di OFFICINAE EFESTI che ha visto le seguenti installazioni sonore all’interno della Villa Maiuri di Ercolano: \nIl luogo della mente» è il titolo dell’installazione di Enrico De Maio creata su interfaccia Alpha Max\, mentre «L’istallazione acusmatica» è il lavoro del pianista e compositore Francesco D’Errico modulata sull’intreccio di cinque linee acustiche stereo che viaggiano autonomamente. «79 (settantanove)» è l’installazione multimediale di Massimo Scamarcio\, in collaborazione con il Centro Studi Internazionale Herculaneum\, mentre «D’Impulso» è l’opera sonora di Roberto Pugliese e Agostino Di Scipio\, incentrata sul rapporto tra spazio e sistemi commerciali di riproduzione sonora. \nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:Barock - Viaggio sulle tracce del barocco tra sacro e profano
DESCRIPTION:Il progetto Barock – viaggio sulle tracce del barocco tra sacro e profano\, è una rassegna di appuntamenti dedicati al teatro\, al costume\, alla musica ed al cinema ispirati al periodo Barocco\, un omaggio che si realizzerà mediante individuazione dell’esperienza estetica del barocco nelle arti e negli artisti contemporanei. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\nIdealmente ispirata alle suggestioni dettate dal filosofo Gilles Deleuze ne La piega\, la rassegna “Barock”\, diretta da Agostino Riitano trasformerà per due settimane la città di Ercolano in meta prediletta di chi ama e insegue contenuti di cinema\, teatro contemporaneo\, musica dal vivo\, fotografia e laboratori incentrati sull’energia corporeo-attoriale. In due lunghi week-end\, differenti location vesuviane – la settecentesca e restaurata Villa Maiuri\, il Museo Archeologico Virtuale\, lo storico mercato di Resìna – ospiteranno performance teatrali\, proiezioni cinematografiche\, workshop\, mostre di fotografia\, installazioni acusmatico-sensoriali\, parate ispirate alla letteratura e concerti rock & nonsense con l’ambizione di scandagliare le matrici barocche nelle creazioni del terzo millennio. Messinscene itineranti in terra e in cielo\, live psichedelici\, happening a bordo di taxi\, monologhi e reading coinvolgeranno giovani e non con complessivi 22 eventi spettacolari che avranno il loro momento inaugurale giovedì 29 aprile alle 12 nel centro storico di Ercolano\, con lo spettacolo itinerante “Fiesta” del Teatro dei due Mondi\, nato da un racconto di Gabriel Garcia Marquéz. \n  \nLa rassegna “Barock: viaggio sulle tracce del barocco tra sacro e profano” –  organizzata in collaborazione del Comune di Ercolano\, con il sostegno della Regione Campania – rappresenta un preludio a Eruzioni festival\, appuntamento settembrino dell’agenda culturale regionale. \nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:I. Sola - Hotel Nesis / Nisida/ Nove ragazzi sul palcoscenico
DESCRIPTION:«I. Sola – Hotel Nesis»\, il primo studio dello spettacolo che Officinae Efesti di Napoli e Teatro dei Venti di Modena hanno elaborato con i ragazzi dell’istituto penitenziario Nisida. Appuntamento a sabato\, 27 marzo. Nove ragazzi al debutto nel lavoro teatrale che scaturisce dal laboratorio partito nel novembre 2009. Quattro incontri ogni settimana per approcciare alla recitazione e strutturare lo spettacolo. \nLa piéce andrà in scena al teatro dell’Istituto penitenziario di Nisida\, creato e voluto fortemente da Eduardo De Filippo\, in occasione della giornata mondiale del Teatro\, promossa dalle Nazioni unite. Proprio al Nisida è andato il riconoscimento dal ministero dell’Istruzione quale luogo simbolo della manifestazione internazionale\, insieme a Roma e Verona. \nIl laboratorio teatrale è stato diretto da Stefano Tè (Teatro dei Venti) e Agostino Riitano\, con la collaborazione di Pietro Iuliano (Officinae Efesti). I giovani detenuti hanno avuto la possibilità di sperimentare le diverse tipologie di comunicazione artistica. «Una trasmissione di saperi e di strumenti espressivi\, che hanno liberato emotivamente i ragazzi» spiegano i promotori. Lo spettacolo “I.Sola – Hotel Nesis” è il frutto di queste tensioni creative: un viaggio nel clamore del quotidiano attraverso il legame madre-figlio mediato anche dalle parole di Svevo\, Pasolini\, Avitabile e del Vangelo. Il percorso\, dopo il debutto del primo studio\, proseguirà fino a maggio e terminerà con la messa in scena dello spettacolo in un teatro cittadino\, all’esterno della struttura carceraria. \nPensare e fare teatro con giovani detenuti non è un’esperienza terapeutica ma artistica e si basa su un approccio alla pratica di scena che vede essa stessa come orizzonte di lavoro. In questo percorso\, quindi\, il teatro non si limita ad intrattenere ma confeziona una realtà verosimile puntualizzandola. \nLa bravura sulla scena di attori non professionisti come quello del Nisida\, poi\, fa assumere alla storia contorni inaspettati. \nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:eruzioni Festival – IV edizione_futuri futurismi
DESCRIPTION:Un luogo di pensiero\, di progetto\, di confronto e trasmissione di esperienze alle pendici del Vesuvio. Eruzioni Festival – Independent Performing Art\, dal 14 al 20 settembre a Ercolano\, proporrà in anteprima nazionale e per il Sud Italia spettacoli-performance\, visioni\, workshop e musica assolvendo al compito di ricerca multidisciplinare e raccordo tra le culture contemporanee che s’incontrano sul piano etico/estetico. Sul tema “Futuri futurismi – il limite della performance”\, convinti di questo fine\, gli artisti che hanno aderito alla IV edizione del festival ideato e diretto da Agostino Riitano presenteranno\, tra il MAV – Museo Archeologico Virtuale e lo storico e cinematografico mercato degli abiti vintage di Resina\, esibizioni\, scritture e messinscena che favoriscono l’intreccio fra teatro\, danza\, musica\, arte e cinema (come i film di Von Trier\, Cassavetes \, Herzog \, Solondz e Ophuls).\nRigorosamente indipendenti. In quattro sezioni\, ecco le opere create e realizzate da Lenz Rifrazioni [La grande cicatrice_Exilium 02\, prima nazionale]\, Socìetas Raffaello Sanzio [Flatlandia\, prima in Campania]\, Ascanio Celestini [Radio clandestina]\, Pathosformel [La timidezza delle ossa\, Premio Ubu 2009\, Premio Scenario 2007\, prima in Campania]\, Ricci/Forte [Macadamia nut brittel\, prima in Campania]\, Canio Loguercio [Passione\, prima in Campania]\, Effetto Larsen [Tuo-Out\, prima in Campania]\, Zaches Teatro [Il fascino dell’idiozia]\, Naif Herin\, i dj-set di UèCervone [SanGennaroBar 2009] e Jeko. \nUn cartellone che si prefigge di tenere a bada le chiavi interpretative di alcuni caratteri delle nuove tecnologie e in particolar modo dell’agire umano favorito dagli strumenti mediatici digitali\, per riflettere sull’idea stessa di performance come pratica corporea e potenziale non-luogo. \nEruzioni Festival – Independent Performing Art è anche spazio concreto di incontro tra generazioni\, addetti ai lavori\, maestri più o meno celebrati e giovani talenti\, tra fasce di pubblico diverse per età e formazione. La quarta edizione rientra nel “Circuito dei Festival della Campania”\, sostenuto nell’ambito del progetto “SeiViaggi” dalla Comunità Europea e dalla Regione Campania e interpreta a pieno la mission dell’Anno europeo dedicato alla Creatività e all’Innovazione. \n 
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SUMMARY:Eruzioni Festival - terza edizione
DESCRIPTION:«Eruzioni»\, un vulcano di creatività. Workshop sulla performing art\, videoteatro e una prima nazionale: «La nave dei folli» per la kermesse firmata da Officinae Efesti. \nGiunge alla terza edizione «Eruzioni Festival – independent performing art»\, manifestazione organizzata da Officinae Efesti per la direzione artistica di Agostino Riitano.  \nIl festival sarà di scena ad Ercolano dall’8 al 18 settembre. Tema di quest’anno è «Il limite della performance». Tra il Complesso settecentesco di Villa Ruggiero e il neonato MAV – museo archeologico virtuale si susseguiranno spettacoli\, esibizioni artistiche\, laboratori\, video teatro e atelier multimediale\, con artisti provenienti dall’Italia\, Singapore\, Svizzera e Austria. \nLIMITE FRAGILE – Il clown svizzero Olli Hauenstein proveniente dal blasonato Cinque du Soleil terrà uno dei workshop più interessanti in programma dall’8 al 10 settembre: la comicità condurrà le azioni al limite tra commedia e tragedia. Un laboratorio/seminario di produzione sul video teatro sarà poi curato da Alfonso Amendola dall’8 al 12 Settembre\, progetto formativo e produttivo che a partire da alcuni concetti del “limite della performance” prova a sondare le possibilità di una contaminazione artistica. \n \nNAVE DEI FOLLI – Nel ricco programma spicca la prima nazionale de “La nave dei Folli”\, regia di Silvana Pirone e Luigi Imperato\, una coproduzione Teatro di Legno – Eruzioni Festival. La sezione video teatro\, curata da Officinae Efesti in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Salerno\, mira invece a dare visibilità alla nuova frontiera della contaminazione dei linguaggi con particolare attenzione all’interazione tra teatro e nuovi media. In programma la presentazione in anteprima del video “14 aprile 1930 / 22 dicembre 1970. Reading in elettronica” omaggio a Vladimir Majakovskij ed Eros Alesi\, opera tra poesia ed estremizzazioni sonore a cura di Fakta – framedada. Inoltre\, il 13 Settembre è previsto l’«Indipendenz Dei – Campania»\, giornata d’incontro e confronto sulle prospettive delle arti performative indipendenti della regione. \n \nBUS MULTIMEDIALE – Ad Ercolano sarà inoltre allestito il bus multimediale\, ovvero un vecchio pullman di linea riadattato a postazione multimediale itinerante per un’escursione notturna sul Vesuvio. In calendario anche la photo exposition di Santiago Faraone Mennella; il concerto degli Electro Sexy\, tra rock\, new wave e disco music (18 settembre) e la performance di action painting di Giacomo Montanaro. \nXING ZHE: “UOMO IN AZIONE” – Altro workshop di grande interesse è quello firmato da Gey Pin Ang\, straordinaria attrice di Singapore che ha lavorato con il Work center di Jerzy Grotowski e Thomas Richards dal 14 al 18 settembre.
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SUMMARY:La Nave dei folli
DESCRIPTION:La nave dei folli. Regia e drammaturgia: Luigi Imperato e Silvana Pirone. \nCon: Annamaria Palomba\, Silvana Pirone\, Domenico Santo\, Salvatore Veneruso. Costumi e scene: Luigi Imperato e Silvana Pirone. Foto di scena: Rosario Dovere e Santiago Faraone Mennella Disegno Luci: Paco Summonte \nCo-produzione: Officinae Efesti \nPersonaggi grotteschi segnati dalla follia. Sono vittime dell’emarginazione\, prigionieri del viaggio\, immobili sulla soglia dell’esilio. Vengono condotti al loro destino con l’inganno: imbarcati con l’illusione di un pellegrinaggio salvifico. \nNote di regia \nLa nave dei folli accoglie corpi-relitti\, storie di oltraggi\, di umanità ripudiata. Anime sopravvissute a se stesse\, personaggi senza più nome in un ambiente senza più nome: brandelli di esistenze appartenute forse ad alcuni ma ormai rifiutate\, come si rifiutano oggetti vecchi in cui non ci si riconosce più e che denunciano una parte di sé. Quella parte che è comodo non mostrare e soprattutto non guardare. \nI nostri folli aspirano ad aggirarsi nelle nostre menti e sotto la nostra pelle\, godono a metterci di fronte ad un dubbio\, uno specchio distorto che ci fa domande e che non sa dare risposte. Loro stessi vivono nel continuo dubbio della realtà che li esula a volte esitanti nel credere a se stessi: si sorprendono a fingere\, a recitare ruoli o a sentirsene doppi involontari. Sono soli eppure uniti dalla comune solitudine\, si tengono per mano\, si abbracciano in un amplesso di male comune\, ma si fanno anche la guerra\, si odiano\, si amano e sperano. Sono uomini. \nLa nostra attenzione non è concentrata sulla follia come stato psichico\, ma sulla ritualizzazione scenica dell’esilio che si trasforma lentamente nel rito del ricordo e della disperazione. \nLo spettacolo ha debuttato nella terza edizione di Eruzioni Festival\, con la direzione artistica di Agostino Riitano. \n 
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SUMMARY:spazio altro: l'arte dell'attore\, il teatro...le illusioni (2007-2009)
DESCRIPTION:“Spazio altro: l’arte dell’attore” e “Spazio altro: il teatro…le illusioni”/ POR Campania 2000/2006 Misura 3.6\, sono due percorsi di 600 ore totali ideati ed organizzati dall’Associazione Culturale Officinae Efesti in collaborazione con l’Istituto Tecnico Superiore Ipia Caselli di Napoli ed Asmeform\, rientranti nel “Piano Integrato per Sostenere l’Inclusione Sociale\, l’Occupabilità nell’Area Nord della Città di Napoli”. \n \n“L’Arte dell’Attore” e “Il Teatro…Le Illusioni” sono la quarta e la quinta declinazione del progetto “Spazio Altro”\, nato nel 2003\, con il quale poniamo il teatro\, inteso come istinto fisico e come altrove\, in relazione alle istituzioni\, al fine di innescare una viva dialettica creativa tra istinto e istituzione\, volta a produrre una coscienza reale delle potenzialità espressive del corpo. \n \nIl progetto “L’ARTE DELL’ATTORE” nasce dalla volontà di istituire nella scuola una densa attività artistica fondata sul Teatro\, cercando di trasformarla da luogo del dovere in luogo della libertà creativa. Nell’ambito della didattica e della cultura riteniamo il Teatro il luogo privilegiato dove esplorare e vivere la globalità di una esperienza creativa e formativa. \n   \nIl teatro oltre ad essere uno strumento immediato di aggregazione è anche un veicolo di diffusione di valori sociali e culturali. La diffusione del teatro e della didattica teatrale nella società e nella scuola è un bene di cui non possiamo fare a meno. Non possiamo immaginare una società senza teatro. Perché il teatro entra nel merito dei rapporti umani e delle relazioni sociali ed è per questo che\, oltre ad essere lo specchio della società\, è una grande occasione di riflessione e di evoluzione personale. Il percorso di formazione teatrale è una grande avventura di crescita delle potenzialità espressive dell’uomo.
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SUMMARY:SALVATORE\,  tragedia del mare
DESCRIPTION:SALVATORE TRAGEDIA DEL MARE \nIl mare è un letto di morte \nper chi naviga verso la speranza. \nLe coste mietono vittime in vista \ndell’ingresso clandestino\, annegati salvagenti \nper altri aggrappati alla speranza \nal secco nelle risacche delle patrie coste. (Mälström di Arnold de Vos) \nliberamente tratto da Battaglia Navale di Reinhard Göering\, L’ultimo viaggio di Sindbad di Erri De Luca\, America di Franz Kafka\, Ellis Island di Georges Perec \ncon i ragazzi dell’IPIA Caselli di Napoli | traduzione collettiva nell’ambito del laboratorio | laboratorio teatrale condotto da Stefania Piccolo e Agostino Riitano | scenografia\, costumi e luci a cura dei ragazzi dell’IPIA Caselli diretti da Juan Pablo Etcheverry\, Daniela Salernitano\, Roberto Crea\, Paco Summonte \nsi ringrazia l’attore Pietro Juliano \n“Salvatore\, una tragedia del mare” è il risultato di due corsi di formazione “Spazio altro: l’arte dell’attore” e “Spazio altro: il teatro…le illusioni”/ POR Campania 2000/2006 Misura 3.6. \nNel filo conduttore della clandestinità il motivo centrale è il viaggio. \nDel viaggio si è nutrita la civiltà mediterranea; del viaggio abbiamo fatto la metafora poetica dell’esistenza. Il Viaggio si è oggi radicalmente e con lampante evidenza allontanato dall’Occidente\, per restare opzione obbligata degli abitatori dei luoghi dell’Altrove\, coloro che si dicono nomadi\, stranieri\, randagi\, ospiti nelle tragedie degli scafi\, dei corpi ripescati\, degli sbarchi di fortuna\, e della vita “in nero”. \nLo scenario tragico dei flussi umani clandestini verso l’Europa ha l’obiettivo di conquistare nel “ricco” Occidente il diritto alla sopravvivenza. Il mare dei grandi miti\, il Mediterraneo\, è oggi la grande vasca della casa della civiltà dove affondano relitti\, insieme a donne\, uomini e bambini. Un mare incapace di consolare gli affanni\, un luogo all’apparenza senza confini\, sulle cui acque nere galleggiano come cadaveri decomposti i rimorsi\, i crimini e i dolori; questo orrore ripone nel teatro i nostri interrogativi. \nCapire il teatro\, comprendere a cosa serva e a chi; renderlo permeabile\, e conquistarne il lavoro profondo; scommettere ancora una volta sulla sua utilità\, nella sua raramente riconosciuta necessità. Lavorare per renderlo sempre più luogo di idee\, di nascita e di scambio di idee\, spazio “sociale” di emozioni\, di riflessioni personali e collettive; teatro come baluardo nei confronti di una barbarie che incombe e ci circonda\, e che si teme possa prevalere\, e al tempo stesso esercizio di libertà in movimento\, di frontiere e di spazi da attraversare\, luogo per un incontro ancora possibile. \nSalvatore è un Teatro come ambito aperto\, che obbliga chi lo vive ad immaginarsi una dimensione in continua osmosi o in balia con quanto accade fuori da sé: proprio come capita agli emigranti trasformati in immigrati. \nLo spettacolo ha avuto tre repliche\, al Teatro Stabile Galleria Toledo di Napoli\, al Teatro Ariston di Mondragone (Caserta) e al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).
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LOCATION:Capodimonte / Napoli / Caserta
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SUMMARY:eruzioni festival II edizione - il ritmo dell'azione
DESCRIPTION:Eruzioni è un evento volto a produrre visioni non di massa ma di individui: è un luogo di pensiero\, di progetto\, di confronto e trasmissione di esperienze.\n \n“Il Ritmo dell’Azione” è il tema della seconda edizione del festival d’arte teatrale Eruzioni\, ideato e diretto da Agostino Riitano\, che si svolgerà dal 6 al 16 settembre 2007 alle pendici del Vesuvio\, nei luoghi mitici delle diverse eruzioni. Uno squarcio di silenzio e natura che accoglierà arte\, finzione\, esperimenti. \n \nEruzioni è il luogo dell’incertezza\, dell’incontro fortuito\, spazio dell’abbandono nel quale lasciarsi catturare e trasportare dalle manifestazioni del mondo\, che si vestono\, anche solo per un giorno\, di promesse e di allusioni tanto incerte quanto irresistibili.\nIl Festival è contraddistinto come laboratorio ed insieme vetrina\, un osservatorio internazionale che negli anni incoraggerà e favorirà lo sviluppo della danza\, della musica\, del teatro e dell’arte contemporanea. Forum permanente di soggettività progettuali e artistiche\, Eruzioni è un modello di complessità multidisciplinare in perenne ricerca di se stesso\, spazio principe per le culture contemporanee “alte”\, però insieme riferimento centrale per il tempo libero\, o meglio liberato\, intelligente\, per le produzioni più vive della cultura\, per le identità e le tradizioni culturali più diverse. Infine luogo concreto di incontro tra generazioni\, tra maestri più o meno celebrati e giovani talenti\, tra fasce di pubblico diverse per età e formazione. \n \nI laboratori si svolgeranno presso il Teatro Plinius\, posizionato alle falde del Vesuvio tra ginestre e pietra lavica\, mentre la seconda\, suggestiva location\, sarà quella di Villa Ruggiero\, sul miglio d’oro ad Ercolano\, che ospiterà gli spettacoli.\nElemento distintivo del festival\, quindi\, oltre alla peculiarità dei contenuti artistici\, diventano le scenografie originali che ospiteranno le attività. \nIl programma prevede quattro workshop condotti da maestri che con approcci tradizionale differenti anileizzeranno praticamente uno degli aspetti specifici dell’arte dell’Attore: “il ritmo dell’azione”:\n“Matresca the Art of the composition ” di e con Jurij Alschitz (Federazione Russa)\n“Il movimento e il Tempo Ritmo” di e con Nicolaj Karpov (Federazione Russa\, per la prima volta a Napoli)\n“Training Ritmico” di e con Angelika Hauser (Austria\, per la prima volta a Napoli)\n“Ritmo è” di e con Ava Loiacono-Husain (Svizzera) \n  \nI workshop condotti da Angelika Hauser e Ava Loiacono-Husain rientrano nel progetto “Viaggio alla radice – secondo movimento” dedicato all’esperienza dell’euritmica di Emile Jaques Dalcroze \, realizzato in collabarazione con Il Forum Austriaco di Cultura di Roma e l’Istituto Svizzero di Roma.\nIl progetto “Viaggio alla radice – secondo movimento” nasce dall’idea di voler indagare in profondità alcune delle esperienze più significative della ricerca artistica nel campo delle performing arts: ovvero quegli artisti che hanno segnato la storia delle arti\, creando codici e pratiche sulle potenzialità espressive del corpo.\nLa scelta trae origine dalla relazione molto forte che c’è tra l’esperienza dell’euritmia del viennese Emile Jaques Dalcroze (Vienna 1865 – Ginevra 1950) con lo sviluppo della coscienza moderna del movimento nell’azione performativa. \n     \n 
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SUMMARY:Studio: Mangiatene tutti #Dentro-fuori
DESCRIPTION:Il progetto completo Mangiatene tutti #dentro – fuori si sostanzia nella creazione di un’opera teatrale\, in particolare di due spettacoli basati su un’unica struttura drammatica. Quella della passione di Cristo che diventa racconto di una città e di un carcere. Il lavoro prende vita in due contesti sociali ed umani differenti: il dentro – con un gruppo di attori\, detenuti nella Casa Circondariale di Poggioreale; il fuori – con un gruppo di attori professionisti. \nDebutto > 21 giugno 2007 Castel dell’Ovo / Napoli: Mangiatene tutti # FUORI\ncon Andrea de Goyzueta\,\nFrancesca De Nicolais\nGiuseppe Papa\,\nGiovanni Prisco\,\nFabio Rossi\nsuono Giuseppe Stellato\nideazione scene e costumi Pino Carbone e Francesca De Nicolais\nideazione\, testo e regia Pino Carbone\, in collaborazione con Agostino Riitano (Officinae Efesti) e con Emozioni Napoli \nAprire una questione\, è l’intento di questo progetto. La questione è la città (in questo caso Napoli)\, ma soprattutto il rapporto di questa con un luogo chiuso\, un luogo di detenzione. Un Carcere. Ma anche il rapporto con l’avvenimento tragico\, con l’avvenimento violento che diventa motore e oggetto di analisi. Il racconto e la rappresentazione. Racconto: Una possibile storia da raccontare\, potrebbe essere quella di Cristo. Potrebbe ricordare un lungo Calvario o richiamare ad una sofferta Passione. La storia non è solo nei fatti\, ma in significati e sensi che possono unire una data condizione\, l’avvenimento quotidiano\, tragico\, volgare\, banale\, ai Vangeli. Rappresentazione: In scena dei corpi\, degli esseri\, che si “sforzano” di raccontare una storia. Questi esseri appaiono come rinchiusi in un luogo aperto. Sembra che siano costretti ad interagire tra di loro\, come fossero in cattività. Cristo si lascia fare. Si lascia percorrere. Non si oppone e\, quando ci riesce\, non si lamenta. Viene coinvolto in un ritmo\, dove lo spazio\, i corpi\, si percuotono dando vita ad un’ossessione\, un terremoto\, un rituale\, alla possibilità per una madre di comunicare con il proprio figlio morente e inconsapevole. Il figlio che viene portato in processione\, come quelle dei battenti alla festa della Madonna e\, poi viene sacrificato. La sua carne scoppia e brucia così come scoppiano e si dissolvono le relazioni e la energie di una città che si annulla quotidianamente in gesti senza senso\, preferendo sempre di più il niente al 1 / 2 Studio Mangiatene tutti # dentro-fuori pensiero. I colori e i suoni viscerali come sempre non fanno politica ma teatro e le autorità vestono bene nel non dialogo con la bestia che non riescono a domare. Cristo è bestiale\, nella misura in cui non è domabile dalle autorità ma soltanto punibile. Tuttavia la punizione non è soltanto il punto finale del racconto\, ma motore della recitazione e gioco di riflessione.\nPino Carbone e Agostino Riitano \nhttps://www.youtube.com/watch?v=TShVxaQPGX8 \nRassegna stampa\n 
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LOCATION:Castel dell’Ovo / Napoli
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SUMMARY:Eruzioni Festival I edizione – il training dell'attore da Oriente a Occidente
DESCRIPTION:Il Vesuvio è la casa dei maestri provenienti da Bali\, dalla Francia\, dalla Russia. \nUn progetto di Officinae Efesti\, con la direzione artistica di Agostino Riitano a Ercolano >>>\nVesuvio\, dal 6 al 15 settembre 2006 \nI edizione – il training dell’attore da Oriente a Occidente \nTre speciali esperienze\, condotte dal francese Yves Lebreton\, dal russo Jurij Alschitz e dal balinese Tapa Sudana – indiscussi maestri del teatro moderno e contemporaneo – per offrire agli attori strumenti di concentrazione\, di recitazione e di consapevolezza del proprio corpo e della propria mente.\nprogramma laboratori \n6 >>> 10 settembre\nCorpo Vocale – Corpo Energetico\ncondotto da Yves Lebreton\nLa tecnica del ” Corpo vocale “\, creata da Yves Lebreton\, sviluppa l’interazione tra la vibrazione vocale e la materia organica del corpo. La voce diventa l’estensione sonora del movimento corporeo. Esplora l’espressività dei suoni fuori di ogni convenzione semiologica e permette di svelare il linguaggio “primordiale”. \n6 >>> 10 settembre\nAttore come autore del ruolo\ncondotto da Jurij Alschitz\nIn questo laboratorio si vuole introdurre il metodo della preparazione dell’attore all’interpretazione di un ruolo\, che si chiama “La Verticale del Ruolo”.\nGenerazioni di attori sono cresciute con il classico di Stanislavsky “Il lavoro dell’attore su se stesso” ma il teatro del XXI secolo con la sua particolare struttura di produzione\nrichiede nuove forme di lavoro indipendente da parte dell’attore.\nJurij Alschitz ha sviluppato il metodo della “Verticale del Ruolo” durante gli anni di ricerca all’interno della pratica teatrale\, metodo sperimentato nei Centri Teatrali Europei che ha creato in Germania\, Italia e Scandinavia. Egli ha verificato e applicato questo metodo con successo nella pratica della scena teatrale in vari paesi. \n11 >>> 15 settembre\nl’espressione dei tre mondi: pensiero\, emozione\, corpo\ncondotto da Tapa Sudana\nattore e collaboratore del regista Peter Brook fondatore del Centre International de Creations Theatrales di Parigi.\nA Bali gli attori si comportano come dei servitori. Servono una storia (o qualcos’altro) che deve essere raccontata (onorata). Devono considerare la storia più importante\, più interessante\, superiore a loro stessi; la storia ha già una vita propria. La storia ingloba meglio la conoscenza\, la saggezza; è un cammino naturale (visibile o invisibile\, comprensibile o incomprensibile) da seguire. Gli attori devono mettere in gioco tutte le loro risorse allo scopo di rivelare questa vita (questo mistero). Il lavoro consiste nel risvegliare\, coltivare e unificare l’espressione dei tre mondi (corpo\, emozione e pensiero) allo scopo di ottenere un’espressione totale che si raggiunge attraverso un approccio profondo\, intellettuale-scientifico e allo stesso tempo intuitivo; analitico e globale.
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LOCATION:Vesuvio / Fiume di pietra
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SUMMARY:Isole di Teatro – per un Teatro della Necessità
DESCRIPTION:Armando Punzo\, regista della Compagnia della Fortezza\, all’Università degli Studi di Napoli Federico II\, dal 5 al 9 dicembre 2005\, per il progetto: “Isole di Teatro – per un Teatro della Necessità” \nIl progetto\, ideato da Agostino Riitano e Stefania Piccolo ed organizzato dall’Associazione Culturale Labor.Inti Federiciani e dall’Associazione Culturale Officinae Efesti\, patrocinato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II\, prevede la realizzazione di un laboratorio teatrale pratico condotto dal regista Armando Punzo – fondatore della celebre Compagnia della Fortezza composta da detenuti-attori del carcere di Volterra – una delle compagnie più importanti del panorama europeo – che si terrà presso il teatro “Tinta di rosso”; e due seminari teorici che si terranno presso l’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia. \nIl laboratorio pratico avrà come tema di partenza l’”Opera da tre soldi” di Bertold Brecht e si svilupperà con una dinamica full immersion che impegnerà i partecipanti per cinque intere giornate. Il 5 dicembre alle ore 13.00 incontreremo Armando Punzo che dedicherà il seminario all’esperienza della Compagnia della Fortezza ed ai risultati da essa conseguiti sia sul piano della funzione trattamentale carceraria che sul piano dell’espressione artistica\, avvalendosi della proiezione di documenti filmati; il giorno 9 dicembre alle ore 13.00 vedremo Ferdinando Falossi\, storico del teatro ed artigiano costruttore di maschere che ha messo a disposizione i suoi studi e la sua abilità di artista creatore al servizio del disagio in alcuni centri della Toscana\, che porrà attenzione al “Teatro in aree di disagio” come nuovo fenomeno che caratterizza il teatro contemporaneo\, anch’egli avvalendosi di documenti filmati.\nIl progetto “Isole di Teatro –per un teatro della necessità”\, nasce da riflessioni sul teatro\, come luogo che protende alla conoscenza intima dell’uomo e come luogo protetto\, dove poter ricercare le risorse più extra-ordinarie e misteriose dell’individuo\, e dalla concezione del teatro come consapevolezza\, come necessaria presenza\, come luogo in cui scoprire il disagio. E’ necessario pensare ad un simposio\, ad una comunione tra ciò che è immateriale – la mente\, il pensiero – e la materia – il corpo. Il laboratorio è aperto ad un massimo di 15 partecipanti\, studenti appartenenti all’Università Federico II di Napoli\, previa lettera di motivazione da inviare all’organizzazione.
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SUMMARY:spazio altro - cenerentola una favola per incontrare la diversità
DESCRIPTION:Il teatro è per noi un incontro\, è un benvenuto alle emozioni\, un dialogo tra corpi e culture di mille colori\, senza distinzione di nazionalità e culture\, ma anzi è un incontro ricco ogni volta di ogni suono o sguardo nuovo. E’ un incontro tra corpi! Quello che facciamo lo chiamano e li chiamiamo: “laboratori teatrali interculturali”. Per noi l’intercultura\, intesa come prospettiva di incontro-dialogo tra diverse culture\, è ormai necessaria. \nIl percorso di laboratorio di teatro tra adolescenti dei campi Rom di Secondigliano (Na) ed adolescenti della area a nord di Napoli si chiama “Spazio Altro\, Cenerentola una favola per incontrare la diversità”\, finanziato dalla Commissione Europea\, progetto Gioventù in Azione\, capofila “Chi rom…e chi no”. \n \nUn’esperienza unica\, che ci porta due volte a settimana nei campi Rom di Secondigliano: arriviamo con un mini autobus guidato da un autista macedone e roulotte per roulotte andiamo a prendere i bambini e gli adolescenti che tra mille sorrisi ciò che ci resta è l’immagine di un bambino che ci attende mascherato da piccolo “babbo natale” ed ogni volta è un’immagine difficile da dimenticare (per il piccolo il teatro è un dono\, come quelli che porta Babbo Natale) . \nDai campi andiamo in un centro che accoglie diversi anziani ex manicomiali: tra ragazzini e gli anziani (per nulla facili da gestire) scatta una poesia incredibile. \nEd infine ad accogliere “Spazio altro – cenerentola una favola per incontrare la diversità” è il Gridas\, il gruppo fondato dal noto artista Felice Pignataro e sua moglie Mirella La Magna (in foto). \n \nQuesto avviene poco prima dell’esperienza “Arrevuoto” in quegli stessi luoghi. \nAbbiamo gettato i semi per una pedagogia artistica sperimentale coadiuvati dallo spirito guerriero e iper-innovativo di Felice Pignataro\, cha da poco ci lasciati! \n 
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LOCATION:Secondigliano
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SUMMARY:spazio altro - battaglia (2004-2005)
DESCRIPTION:Il Laboratorio Teatrale “Spazio Altro – battaglia” (seconda declinazione anni 2004-2005)  si svolge presso l’Istituto IPIA Casalli di Napoli con un gruppo di adolescenti della periferia nord di Napoli\, all’interno del progetto OFIS della Regione Campania\, per creare un’offerta formativa integrata sperimentale d’Istruzione e formazione professionale. \n \nIl progetto è una declinazione del progetto “Spazio Altro”\, in cui si intende porre il teatro\, inteso come istinto fisico e come altrove\, in relazione alle istituzioni\, intese come controllori dei corpi\, al fine di innescare una viva dialettica creativa tra istinto e istituzione volta a produrre una coscienza reale delle potenzialità espressive del corpo. \nLa ricerca è quella di lavorare attraverso dei canali “altri” più vicini al linguaggio non verbale che vivono gli adolescenti: il linguaggio del corpo\, oggetto di amore e conflitto quotidiano.  I bisogni formativi sono quelli di utilizzare uno strumento di loro conoscenza ma in maniera profonda\, prendendo coscienza delle potenzialità del linguaggio corporeo di cui spesso invece non si utilizzano le effettive potenzialità.  \n \nDegli esercizi pratici\, basati sui temi del gesto\, dello spazio e dell’immagine di sé\, sono utilizzati come lettura “artistica” dell’esperienza facendo produrre agli allievi delle improvvisazioni teatrali sul tema della battaglia. Tali improvvisazioni/azioni teatrali sono frutto della creatività personale stimolata dalla presa di coscienza del linguaggio corporeo.
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SUMMARY:Decroux e il mimo corporeo documentario di Marcello Sannino (2003)
DESCRIPTION:Maria Benoni\n				\n			\n				\n			\n				\n				il fotografo Dominik Huber\n				\n			\n				\n			\n				\n				Allievi – Erica\n				\n			\n				\n			\n				\n				Agostino Riitano e Paola Scialis\n				\n			\n				\n			\n				\n				Maria Benoni\n				\n			\n				\n			\n				\n				Paola Scialis\n				\n			\n				\n			\n				\n				Yves LeBreton\n				\n			\n				\n			\n				\n				Team organizzativo\n				\n			\n				\n			\n				\n				E.Ravo e Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				Maria Benoni\n				\n			\n				\n			\n				\n				Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				Eugenio Ravo\n				\n			\n				\n			\n				\n				Prof. De Marinis\n				\n			\n		\n\nDopo aver svolto l’attività di libraio dal 1995 al 2001\, il regista Marcello Sannino\, decide di dedicarsi a tempo pieno all’attività cinematografica che frequentava da tempo occupando vari ruoli. Realizza alcuni documentari tra cui: Decroux e il mimo corporeo tratto dalla nostra esperienza “Viaggio alla radice”\, attraverso il racconto degli assistenti/ allievi del maestro del mimo corporeo (2003). Il documentario è incentrato sulla figura di Etienne Decroux \, inventore del mimo corporeo e figura di spicco del teatro del novecento. Lui sosteneva che per fare nascere un nuovo teatro doveva nascere l’Arte dell’Attore\, così\, chiuso nella sua scuola\, ha sezionato il corpo umano scoprendone le infinite capacità espressive; essere stato un suo allievo è significato vivere anni di studio e di sacrificio durissimi\, questo viene fuori dai racconti e dalle dimostrazioni dei suoi allievi partecipanti al laboratorio. \nGli studi su Decroux non hanno\, però\, ancora delineato un profilo chiaro del maestro\, ecco il motivo dell’incontro in Calabria organizzato dall’Associazione Culturale Officinae Efesti\, ed ecco perché i confronti tra gli allievi sono stati spesso duri e spigolosi\, le interpretazioni erano spesso diverse ed i risultati pure. I partecipanti\, venuti da tutta Italia\, con il loro bagaglio di esperienza hanno collaborato a rendere più intensi gli incontri fino all’ultimo giorno quando davanti al fuoco hanno raccontato le emozioni ed i cambiamenti vissuti durante la settimana. Questa concentrazione\, questo isolamento\, queste tensioni\, unite alla visione delle lezioni e delle rappresentazioni degli attori\, compongono la trama del documentario\, servendosi anche di fotografie e di immagini di repertorio riprese in diretta durante una proiezione del laboratorio. \nMarcello Sannino ha firmato anche L’ultima Treves (2007) su di una storica libreria sotto sfratto\, un atto di resistenza\, un ritratto del mestiere del libraio. E’ stato premiato con una menzione speciale al NapoliFilmFestival per Corde(2009). Oltre l’impegno come regista\, dal 2008 al 2016 collabora con l’Arci Movie di Ponticelli\, Parallelo41 e Figli del Bronx curando alcuni laboratori sul linguaggio cinematografico presso gli Istituti di Istruzione Superiore e realizzando insieme agli allievi cortometraggi che hanno partecipato ai festival di categoria. \nE dal 2020\, il pluripremiato “Rosa\, pietra\, stella” film prodotto da Parallelo41\, Bronx film e PFA productions .Anteprima mondiale 49. International Film Festival Rotterdam. Braunschweig Film Festival. Festival Internazionale del Cinema di Pesaro. Giffoni Film Festival. Annecy Festival del Cinema Italiano. Carbonia Film Festival. Matera Film Festival (Miglior film\, Miglior attrice protagonista).Festival del Cinema Italiano (Miglior attrice protagonista). Candidatura NASTRI D’ARGENTO.Miglior Soggetto originale. \nAltre informazioni sul regista Sannino\, qui!
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SUMMARY:Viaggio alla radice - settimana internazionale di studi su Etienne Decroux
DESCRIPTION:“Viaggio alla radice – settimana internazionale di studi teorici e pratici su Etienne Decroux” è stato il primo viaggio per ripercorrere il mimo corporeo di Decroux\, la prima occasione in cui allievi-assistenti di generazioni diverse si pongono a confronto pubblicamente\, mettendo in luce i mutamenti di linguaggio e di pratica. Una settimana di studi teorici e pratici\, tenutasi a Belmonte Calabro (Cs) dal 13 al 19 settembre del 2003\, organizzata dalle Associazioni culturali “Officinae Efesti” e “I Frati”\, con la direzione artistica e organizzativa di Agostino Riitano e Paola Scialis / co-direzione\, cura del diario di viaggio e assistenza ai workshop di Stefania Piccolo\, che ha visto confrontarsi e lavorare gli allievi di Decroux. \nMarise Flach (allieva negli anni ’50) \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				Marise Flach e gli allievi\n				\n			\n				\n			\n				\n				le scarpette da mimo di Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				E.Ravo e Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				Marise Flach\n				\n			\n		\n\n  \nQuesto progetto si configura\, ex post\, come la prima sperimentazione metodologica di quella che abbiamo definito “riterritorializzazione attraverso la presenza”. \n1. Il Corpo come Unità di Misura del Paesino Belmonte Calabro\nSulla scorta della lezione di Adolphe Appia\, “Viaggio alla Radice” ha eletto il borgo storico di Belmonte Calabro a “spazio ritmico”. L’incontro tra le diverse generazioni di allievi di Decroux (da Marise Flach a Yves Lebreton\, fino a Michele Monetta ed Eugenio Ravo) ha permesso di esperire il corpo non come strumento di imitazione\, ma come volume capace di abitare e risignificare l’architettura. In questo contesto\, il mimo corporeo è divenuto il dispositivo per “animare lo spazio inanimato”\, trasformando il borgo in un’opera d’arte vivente. \nYves Lebreton (allievo negli anni ’70) \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Yves Lebreton – conferenza Monetta\n				\n			\n				\n			\n				\n				Yves LeBreton\n				\n			\n				\n			\n				\n				Yves Lebreton\n				\n			\n				\n			\n				\n				Yves LeBreton e Stefania Piccolo\n				\n			\n				\n			\n				\n				Yves LeBreton\, Marise Flach\, Eugenio Ravo\n				\n			\n				\n			\n				\n				Yves Lebreton\n				\n		\n\n  \n  \nL’intervento ha innescato un’eterocronia profonda: la sospensione del tempo ordinario del borgo per fare spazio a un tempo “sacro” e denso\, dedicato allo studio della radice del gesto. Come teorizzato da Hegel\, lo spirito degli attuanti si è oggettivato nel luogo\, ritrovandosi e riconoscendosi in un’esteriorità che smetteva di essere solo pietra per farsi memoria collettiva. Attraverso workshop intensivi e testimonianze storiche (curate scientificamente con il supporto del Prof. Marco De Marinis del DAMS di Bologna)\, la “memoria dei tessuti” degli allievi di Decroux ha dialogato con la memoria identitaria del territorio calabrese. \nMichele Monetta\, Eugenio Ravo e Maria Benoni (allievi negli anni ’80) \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Eugenio Ravo\, Maria Benoni\, Agostino Riitano\, Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				Eugenio Ravo\n				\n			\n				\n			\n				\n				workshop a cura di Michele Monetta\n				\n			\n				\n			\n				\n				Yves Lebreton\, Eugenio Ravo e Maria Benoni\n				\n			\n				\n			\n				\n				Michele Monetta\n				\n			\n		\n\n  \nL’esperienza di “Viaggio alla radice” è partita da un’attenta lettura dell’esperienza Decroux da parte di uno storico del teatro\, che è il professore Marco De Marinis (docente e direttore del Dams di Bologna); un laboratorio pratico di due giorni con Marise Flach (docente alla scuola del Piccolo Teatro di Milano e collaboratrice di Giorgio Strehler) ed una sua testimonianza; laboratorio pratico di due giorni con Yves Lebreton (attore) con una sua conferenza; Michele Monetta (attore e regista) con due giorni di laboratorio; una conferenza ed un video-forum a cura dell’i.c.r.a. project; la proiezione del video “Mime corporal” con Yves Lebreton prodotto nel 1971 ad Holstebro presso l’Odin Teatret con la regia di Torgeir Wethal; una dimostrazione-spettacolo ed una conferenza a cura di Eugenio Ravo; una dimostrazione-spettacolo di Michele Monetta ed infine una tavola rotonda\, coordinata da Maria Benoni. \nL’eredità di questa esperienza risiede nell’aver dimostrato che la rinascita delle aree interne non può prescindere dalla “scultura sociale” dei corpi che le attraversano. “Viaggio alla Radice” ha anticipato il modello dell’arte del cammino interiore\, dove il rigore tecnico del mimo si fonde con la pedagogia dell’empatia. L’impatto del progetto — che ha visto la partecipazione di istituzioni internazionali e la produzione di documenti filmici sulla “grammatica del corpo” — conferma che la bellezza autentica nasce dal recupero del legame primordiale tra l’essere umano e la sua capacità di generare senso attraverso la sola presenza fisica. \nPH: DOMINIK HUBER \nAgostino Riitano \n 
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SUMMARY:spazio altro - teatro tra istinto e istituzione
DESCRIPTION:Con il progetto “spazio altro”\, intendiamo porre il Teatro\, inteso come istinto fisico e come altrove\, in relazione alle Istituzioni\, intese come controllori dei corpi\, al fine di innescare una viva dialettica creativa tra istinto e istituzione\, volta a produrre una coscienza reale delle potenzialità espressive del corpo.  \nIl programma pluriennale “Spazio Altro”\, avviato nel 2002\, si configura come una ricerca-azione volta a porre la prassi teatrale — intesa quale istinto fisico e “altrove” fenomenologico — in costante dialogo con le Istituzioni\, storicamente deputate al governo e alla disciplina dei corpi. L’obiettivo è l’innesco di una dialettica creativa tra pulsione istintiva e norma istituzionale\, finalizzata alla maturazione di una coscienza critica sulle potenzialità espressive del binomio corpo-mente. \nIl Teatro come Eterotopia Educativa\nIn linea con il concetto di eterotopia di Foucault\, “Spazio Altro” trasforma l’aula scolastica o il centro sociale in uno “spazio altro”\, un luogo dove le regole ordinarie della produttività e del giudizio vengono sospese. Qui\, attraverso il format della “magia svelata”\, i partecipanti (dagli alunni delle scuole del centro di Napoli ai ragazzi dell’Istituto Penitenziario di Nisida) sperimentano la verità dell’azione scenica. Il teatro diventa lo “spazio vuoto” (Brook) necessario per far emergere l’invisibile: la memoria emotiva e il potenziale creativo inespresso. \nIl progetto ha avuto diverse declinazioni:  \n\n“spazio altro – dove costruire la magia svelata” negli anni 2002 e 2003 rivolti a bambini e adolescenti dai 9 ai 14 anni nelle Scuole del Centro di Napoli; \n“spazio altro – battaglia” nel 2004 e 2005 rivolto ad adolescenti del progetto OFIS della Regione Campania; \n“spazio altro – cenerentola\, una favola per incontrare la diversità”\, rivolto a bambini ed adolescenti dei campi rom del quartiere Secondigliano di Napoli; \n“spazio altro – l’arte dell’attore” e “spazio altro – le illusioni”\, progetto di 600 ore rivolto ad adolescenti della zona Miano-Capodimonte di Napoli\, negli anni 2007-2008-2009; \n“spazio altro – crepaccio” rivolto ad adolescenti di Ercolano\, nell’anno 2009\, all’interno del Festival Eruzioni; \n“spazio altro” – I. Sola – Hotel Nesis” con i ragazzi dell’Istituto penitenziario di Nisida negli anni 2009-2010\, in collaborazione con il Teatro dei Venti di Modena; \n“spazio altro – laboratorio xenos” con adolescenti di varie nazionalità al Rione Sanità di Napoli\, negli anni 2011-2012; \n“spazio altro – le ombre cinesi – Befane Ha Napoli”: laboratorio per bambini dai 3 per costruire una favola di teatro nero al Rione Sanità di Napoli nel 2012; \ninfine “la grande magia: spazio altro”\, all’interno degli Atelier Teatrali Territoriali\, laboratorio teatrale interculturale rivolto ad adolescenti del quartiere S. Lorenzo di Napoli e svoltosi all’interno del Teatro San Ferdinando\, nel Teatro di Eduardo De Filippo negli anni 2012\, 2013 e parte del 2014! \n\n\nLe diverse declinazioni del progetto — dai contesti di marginalità come i campi Rom di Secondigliano ai quartieri sensibili di Miano e Capodimonte — dimostrano che il teatro è un dispositivo di welfare culturale. \n\n\nL’Integrazione della Diversità: Attraverso il lavoro di gruppo\, si promuove l’integrazione delle differenze in un tempo “denso” e sacro (eterocronia). \n\n\nLa Formazione del Cittadino: Non si formano attori\, ma “abitanti consapevoli”\, capaci di narrare l’invisibile delle proprie periferie e di trasformare lo spazio geografico in una geografia del ben-essere. \n\n\nIl teatro diventa il luogo privilegiato dove esplorare e vivere la globalità di una esperienza creativa e formativa. I nostri laboratori teatrali sono intesi come “ricerca aperta al territorio” e si caratterizzano\, quindi\, come attività di ricerca e di conoscenza della realtà in cui ci troviamo ad operare. È un modo per dare risposta concreta e non convenzionale ai bisogni della comunità in cui si lavora. Pensiamo che la prima funzione del teatro in età scolare sia quella di favorire\, attraverso il gioco e la rappresentazione\, la socializzazione delle esperienze individuali e la condivisione di obiettivi comuni. Con il lavoro di gruppo\, si promuove l’integrazione tra gli individui nelle loro diversità.
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LOCATION:Napoli\, vicoletto 2 - S. Maria ad Agnone\, 3\, Napoli\, 80147\, Italia
CATEGORIES:Innovazione Sociale,Laboratori e seminari,Produzione Artistica
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SUMMARY:“spazio altro – dove costruire la magia svelata” (2002/2003)
DESCRIPTION:“Spazio altro  – dove costruire la magia svelata” è la prima declinazione del progetto “spazio altro”.  Avrà inizio nel settembre del 2002 per concludersi a giugno 2003 in tre scuole del centro e della periferia di Napoli: l’IC T. Confalonieri (la scuola di Annalisa Durante nostra ex-allieva del progetto)\, il XII circolo e l’IC Prota Giurleo della periferia di Napoli\, a Ponticelli. \n“Spazio altro” sono una serie di laboratori teatrali che pongono attenzione allo spazio dei corpi tra istinto e istituzione pubblica (la Scuola pubblica in questo caso). \nhttps://efesti.org/anto/wp-content/uploads/2022/05/Cellula-di-luce-di-Giuseppe-Imbucci.mp4\nIl fatto teatrale per noi pone al centro dell’attenzione la corporeità e i sensi dei bambini e degli adolescenti.  \nIl linguaggio che trasmettiamo è complesso: il gesto\, il movimento\, il suono\, la parola e l’immagine costituiscono il senso. Nel nostro gioco (metodo OEfesti)\, il bambino sperimenta la propria corporeità e attraverso l’esperienza sensoriale che egli vive. Di questo progetto\, ne condividiamo una lettera (ascolto di tre minuti) che un papà\, il prof. Giuseppe Imbucci (di cui sotto potete ascoltarne l’audio\, con la voce di Stefania Piccolo) scrive\, a ridosso della presentazione pubblica del giugno del 2003 al Teatro Galleria Toledo di Napoli. Il papà era un non vedente. \nAlla memoria del professore di storia contemporanea dell’Università di Salerno e pioniere degli studi sul gioco pubblico in Italia\, scomparso nel 2005\, che ha guardato con gli occhi del cuore! \nhttps://efesti.org/anto/wp-content/uploads/2022/05/Giuseppe-Imbucci_cellula-di-luce.mp3
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