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SUMMARY:una vita per il teatro I rassegna di teatro sociale I sala ichòs
DESCRIPTION:Una collaborazione nata nel segno dello spettacolo\, quella tra il gruppo Ichòs Zoe Teatro e l’Organizzazione di progettazione e management culturale Officinae Efesti\, per realizzare una rassegna di teatro sociale d’arte dal titolo “Una vita per il teatro”. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Baba Sissoko\n				\n			\n				\n			\n				\n				Baba Sissoko\n				\n			\n				\n			\n				\n				Baba Sissoko e la comunità di San Giovanni a Teduccio\n				\n			\n				\n			\n				\n				Baba Sissoko e Agostino Riitano\n				\n			\n				\n			\n				\n				secret event  con Baba Sissoko – Bronx\n				\n			\n		\n\n«Le nostre organizzazioni da tempo lavorano sul tema del margine come spazio di possibilità. Questo progetto nasce dalla necessità di costruire un progetto artistico che impatti sulle comunità che abitano le periferie dell’area metropolitana\, per generare nuove visioni» Stefania Piccolo\, Direzione Artistica \nLa rassegna si lascia attraversare da linguaggi diversi ed abita differenti luoghi fisici e di senso\, la drammaturgia trova il suo snodo principale nella resistenza come atto poetico\, da “Antigone” della produzione Ichòs Zoe Teatro\, in scena il 20 e 21 aprile\, al mondo relazionale dell’Africa Occidentale attraverso il suono del Tama del polistrumentista griot Baba Sissoko\, con il concerto ”Solo” del 28 aprile\, fino alla tensione metafisica di “Abram e Isac” de I Sacchi di Sabbia del 4 e 5 maggio\, quest’ultimo rivolto esclusivamente agli allievi delle scuole del territorio: Isis Livatino e Scuola Don Milani. \nLa scelta di tale intervento si integra con le diverse azioni di promozione della cittadinanza giovanile delle due organizzazioni\, al fine di favorire il riconoscimento e la visibilità delle competenze dei giovanissimi coinvolti nella rassegna\, contribuendo a mutare quell’immagine stereotipata dei giovani della periferia. \nSabato 28 aprile l’organizzazione ha ideato e prodotto\, al di fuori del programma finanziato dalla Città Metropolitana di Napoli\, “Secret Event alla scoperta di Napoli est con Baba Sissoko”\, dando un appuntamento segreto al pubblico sotto lo sguardo di Diego Armando Maradona\, opera di Jorit\, nel Bronx di San Giovanni a Teduccio. Doveva essere una semplice passeggiata alla scoperta del quartiere\, come anteprima al concerto della sera stessa a Sala Ichos\, per la rassegna. Invece\, il musicista africano Baba Sissoko è stato la vera attrazione di uno spettacolo di strada nel popoloso quartiere della periferia orientale di Napoli. Con il gruppo di nostri allievi\, composto dai giovani di San Giovanni a Teduccio e dei quartieri limitrofi\, si è dato vita a una vera e propria incursione urbana\, attraversando il Bronx\, passando per corso San Giovanni per arrivare fino al mare\, alla spiaggetta dei marinai. Durante l’incursione\, si è verificato un vero e proprio incontro tra la gente comune con Baba protagonista. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Baba Sissoko e la comunità della spiaggia\n				\n			\n				\n			\n				\n				Baba Sissoko e gli abitanti di San Giovanni a Teduccio\n				\n		\n\nBaba Sissoko è un musicista di gran successo internazionale: ha collaborato con Enzo Avitabile & i Bottari\, Chris Joris & Bob Stewart\, la grandissima Dee Dee Bridgewater\, Omar Sosa Music\, Rokia Traorè e annovera fra le sue recenti collaborazioni quella con il grande grande musicista di blues elettrico Mighty Mo Rodgers\, che ha avuto luogo al Sziget Festival di Budapest. \nIl progetto “Una vita per il teatro” è realizzato grazie al Contributo di Città Metropolitana di Napoli. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Secret Event con Baba Sissoko\n				\n			\n				\n			\n				\n				Secret Event con Baba Sissoko\n				\n			\n				\n			\n				\n				Secret Event con Baba Sissoko\n				\n		\n\n“Una vita per il teatro” – Sala Ichòs: Via Principe di Sannicandro 32/A – San Giovanni a Teduccio (NA) I Fermata metro linea 2: San Giovanni a Teduccio – Barra. [Lo spazio è dotato di ampio e gratuito parcheggio. Ingresso singolo spettacolo: 5 euro. Info e prenotazioni: 335 765 2524 – 335 7675 152 – 081275945 (dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20 – domenica dalle 10 alle 17)] \nLe immagini del concerto sono state scattate da Mario Catuogno & Annamaria De Crescenzo di Spectra foto (www.spectrafoto.com) \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Baba Sissoko di Mario Spectra Foto\n				\n			\n				\n			\n				\n				Baba Sissoko di Mario Spectra Foto\n				\n			\n				\n			\n				\n				Baba Sissoko di Mario Spectra Foto\n				\n			\n				\n			\n				\n				Baba Sissoko di Mario Spectra Foto\n				\n			\n				\n			\n				\n				Baba Sissoko di Mario Spectra Foto\n				\n			\n				\n			\n				\n				Baba Sissoko di Mario Spectra Foto\n				\n		\n\nQui il video completo del “Secret event con Baba Sissoko”. \nArtwork a cura di Dario Volpe (https://www.lettera7.it/) \nRassegna stampa Una Vita per il Teatro
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LOCATION:Sala Ichos\, San Giovanni a Teduccio
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SUMMARY:human_primo studio (per una performance di incursione umana)
DESCRIPTION:Essere pronti è tutto. Il corpo che racconta. Corpo e spazio a cura di Stefania Piccolo. Performer: Baptiste Camus\, Renato Gatto\, Marilisa Mautone\, Stefania Piccolo. Dimostrazione scenica sul metodo del teatro fisico ed espressione corporea attorno ai testi di L’immortale di Borges\, Ruy Blas di Victor Hugo\, Ce que peut l’Historie\, lecon inaugurale au Collège de France di Patrick Boucheron e All’amato me stesso di Vladimir Majakovskij\, esito del Laboratorio teatrale interculturale “Radici”\, tenutosi all’Ex Opg di Napoli e alla Casa della cultura di Pianura tra l’ottobre 2016 e il maggio del 2017. \n      \nIl primo tema di interesse che si manifesta è quello del viaggio e della ricerca. Il labirinto\, come simbolo di angoscia e confusione\, si ritrova spesso nell’opera di Borges\, quasi come fosse un fil rouge che collega gli altri temi: pazzia\, paura\, immortalità\, dolore. L’ossessione e mania dei potenti per l’immortalità non ci permette di godere del presente e quando\, finalmente\, apriamo gli occhi ci rendiamo conto dell’orrore che ci aspetterebbe se solo ci venisse data la possibilità di essere davvero immortali. Proprio attraverso l’immortalità\, gli uomini perdono la loro umanità\, ciò che caratterizza la loro vita: il gusto per l’avventura\, l’amore per la conoscenza\, l’interesse reciproco. Raggiungere la dimensione tanto agognata di immortale ci toglie quello che avevamo tanta paura di perdere: la scintilla della vita\, la capacità di essere davvero vivi. Quindi può e deve avvenire una metamorfosi\, la storia che fa da sfondo al dramma\, il tema dell’amore e della fatalità delle condizioni sociali. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				human_performance di incursione umana\n				\n			\n				\n			\n				\n				human_performance di incursione umana\n				\n			\n				\n			\n				\n				human_performance di incursione umana\n				\n			\n				\n			\n				\n				human_performance di incursione umana\n				\n			\n				\n			\n				\n				human_performance di incursione umana\n				\n			\n				\n			\n				\n				human_performance di incursione umana\n				\n			\n				\n			\n				\n				human_performance di incursione umana\n				\n			\n				\n			\n				\n				human_performance di incursione umana\n				\n			\n				\n			\n				\n				human_performance di incursione umana\n				\n			\n				\n			\n				\n				human_performance di incursione umana\n				\n		\n\n  \n“Human\, performance di un incursione umana” è un studio che si è sviluppato al Pontile di Bagnoli di Napoli tra febbraio e giugno del 2017. \nRingraziamo per la parte coreografica\, il danzatore senegalese: Moussa Coulibaly\, per il supporto registico e scenico: Valentina Viscione\, per le riprese e le immagini: Marilisa Mautone\, Marina Palumbo\, Marcello Santojanni.
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SUMMARY:eruzioni festival - sesta edizione
DESCRIPTION:Eruzioni Festival con la direzione artistica di Agostino Riitano torna ad Ercolano dal 28 ottobre 2016 al 6 gennaio 2017 per raccontare\, attraverso un ricco calendario di teatro\, danza e musica\, un’urgenza della società contemporanea: la condivisione. \n \nRicci/Forte – Azienda Valletti\, Ercolano – photo di Udalrigo Massimo \n“Condividi o Muori” è il tema della sesta edizione che nasce nel solco culturale delle economie del dono\, intese come scambio costante tra i cittadini\, tra gli artisti sempre più protesi verso le comunità e pubblici sempre più interattivi e coinvolti nelle dinamiche della produzione culturale. Con Eruzioni Festival lo spettatore e il cittadino cercano di coincidere\, la creatività e il civismo finalmente iniziano a viaggiare di pari passo”. Un elemento elemento distintivo del festival\, oltre alla peculiarità dei contenuti artistici\, è la scelta dei luoghi che ospitano spettacoli\, concerti\, workshop e incontri. Durante il Festival sarà sviluppato “OGM- Ospiti genuinamente mobilitati – un esperimento artigianale di audience development” a cura di Officinae Efesti\, per rinsaldare il legame tra il Festival e la sua comunità. \nRicci/Forte – photo di Udalrigo Massimo \nIl Festival è la riscoperta di Ercolano\, una città simbolo associata al Vesuvio che\, anche con la candidatura a Capitale Italiana della Cultura\, intende mostrare e condividere il proprio patrimonio culturale materiale e immateriale. Il Vesuvio\, quindi\, meta classica e ultima dei viaggiatori da quando Napoli è una grande metropoli\, può funzionare da simbolo di una vera e propria frontiera. L’immagine del vulcano come sintesi forte tra antico e moderno\, come accumulo di detriti che si fanno fertili. \n   \nEruzioni Festival è un evento  volto a produrre visioni non di massa ma di individui: sarà un luogo di pensiero\, di progetto\, di confronto e trasmissione di esperienza. Tutti gli spettacoli sono ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. \nInfo e prenotazioni: eruzionifestival@gmail.com\n+39 3498766278 (anche messaggio whatsApp)\nIl programma completo è disponibile su www.eruzionifestival.it \n\nRassegna stampa
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SUMMARY:trasparenze festival / atelier della scena contemporanea (2012-2013)
DESCRIPTION:Il Teatro dei Venti di Modena\, in risposta al persistente senso di smarrimento\, cercando di non perdere mai il gusto del fare – per il Teatro e tramite il Teatro\, ha stretto un sodalizio con Officinae Efesti di Napoli\, con la quale ha deciso di immaginare e concretizzare un progetto di festival come laboratorio permanente ed occasione di incontro tra i linguaggi. Siamo convinti che lo scambio delle competenze e l’unione delle esperienze sia la sfida della generazione del tempo presente\, un’occasione per confondersi e valutare oltre il già praticato. \n    \nIl Festival Trasparenze – Atelier della scena contemporanea fa tesoro dell’esperienza di Eruzioni Festival e diviene luogo di comunità temporanea. Uno spazio per valorizzazione modelli e processi creativi\, al fine di stimolare una movimentazione dell’arte più dinamica e aperta dell’attuale\, capace di riflettere le contemporaneità che ci sono e quelle che verranno. Non cerchiamo di scoprire qualcosa di nuovo\, ma qualcosa di sommerso\, quella brace sotto la cenere che tiene calda la cultura e l’arte. \n \nIl lavoro della direzione artistica\, composta dal regista del Teatro dei Venti Stefano Tè e dal project manager Agostino Riitano delle Officinae Efesti\, è supportato da una Consulta Giovanile (la #Konsulta)\, composta di cinquanta giovani tra i 16 e i 24 anni. \n \nI giovani visioneranno i progetti artistici che pervengono in risposta agli avvisi pubblico annuali\, e dopo diverse sessioni di consultazione e discussione\, individuano\, supportati dalla direzione artistica\,  i progetti da presentare nel programma e alla città di Modena. Trasparenze in fin dei conti è un azzardo\, e invitiamo tutti a puntare insieme a noi! \nNe abbiamo seguito la direzione artistica (Agostino Riitano e Stefano Tè)\, il supporto alla comunicazione (Stefania Piccolo con Salvatore Sofia e Simone Pacini di fattiditeatro) nelle prime due edizioni\, di cui potete leggere qui sotto \n👇👇👇! \nhttps://trasparenzemodena.wordpress.com/il-progetto/trasparenze-2012/festival/ \nhttps://trasparenzemodena.wordpress.com/il-progetto/trasparenze2013-2014/ 
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SUMMARY:omaggio ai Monumenti al rione sanità di Napoli
DESCRIPTION:Omaggio ai Monumenti al Rione Sanità” curati dall’Associazione Culturale Officinae Efesti\, in collaborazione con le Catacombe di Napoli e con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli\, con la direzione artistica di Agostino Riitano. \nIn programma dal 6 maggio al 2 giugno del 2012: dal gruppo musicale degli R&Fusion in concerto Acustico nelle Catacombe di San Gennaro\, al concerto acustico con vibrafono di Dario Mennella\, al Reading Teatrale nel Cimitero delle Fontanelle di Salvatore Cantalupo che leggerà Andrei Tarkovskij\, al Reading teatrale di Antonello Cossia che leggerà i Discorsi edificanti di Søren Kierkegaard nelle Catacombe di San Gennaro\, ai due concerti di altrettanto prestigio e carica emotiva: rispettivamente sabato 26 maggio\, nel Chiostro di Fra Nuvolo della Basilica di Santa Maria della Sanità\, il concerto Jazz dei giovanissimi Off-beat trio. E domenica 27\, invece\, nella cornice suggestiva delle Catacombe di San Gennaro la chitarrista Anna Mancini\, regina italiana del tapping e del finger style\, chitarrista acustica solista\, la giovane e talentuosa musicista partenopea che usa le sei corde come una percussione. \nIl programma è a cura della nostra Associazione\, che da anni fa da talent scout alla scoperta di realtà teatrali nascoste\, musicisti e artisti del panorama nazionale ed internazionale poco noti e li programma nei propri eventi.
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SUMMARY:METAMORFOZA
DESCRIPTION:METAMORFOZA: Spettacolo del nuovo gruppo teatrale Teatar Libero\, di Novi Sad\, Serbia\, diretto da Stefano Tè e Agostino Riitano. Il  video del trailer è stato realizzato da  Andrea Solieri e Cristiano Regina . Lo spettacolo ha visto in scena: Agnes Györe\, Andrea Petrovic\, Damian Hrvojevic\, Jelena Jekic\, Jelena Trivanovic\, Nemanja Bakic e Olga Simic.   \nMetamorfoza è  un progetto tra la Serbia e l’Italia\, promosso dal Comune di Modena\, l’Arci di Modena\, il Teatro dei Venti e Voice Off\, in collaborazione con Officinae Efesti.  \nUn ringraziamento a Arcs\, Studentski Kulturni Centar Novi Sad e alla Regione Emilia – Romagna. \n\n  \n  \n 
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SUMMARY:La favola del colibrì
DESCRIPTION:Venerdì 6 gennaio 2012\, dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle ore 17:00\, presso la Chiesa dell’Immacolata e San Vincenzo di Napoli\, conduciamo il laboratorio “OMBRE CINESI” per bambini dai 3 agli 8 anni del quartiere Sanità\, per la realizzazione dello spettacolo di teatro nero “La favola del colibrì”\, che sarà poi messo in scena dagli allievi del nostro laboratorio teatrale interculturale Xenos\, alle ore 18 nella cripta della Basilica di Santa Maria della Sanità. \nNel buio di una sala oscurata\, un teatrino delle ombre nasconde un attore che con piccole sagome ritagliate e colorate da plastiche trasparenti e/o da carta e cartoni ci presenta le simpatiche avventure di animali\, bambini e principesse….Dopo aver assistito ad alcune scene vengono svelati i trucchi\, le astuzie e le regole del gioco. I bambini\, divisi in piccoli gruppi\, costruiscono le loro sagome e sperimentano\, attraverso il gioco teatrale\, le possibilità espressive delle Ombre Cinesi. \nAbbiamo usato la tecnica de “Il teatro nero” che si è conclusa con la realizzazione delle sagome della favola del colibrì\, all’interno di in uno spazio completamente buio e condizioni di luce particolari come quelle della cripta delle Catacombe di San Gaudioso della Basilica Santa Maria della Sanità\, utilizzando la “luce nera” (luce wood). Questa luce provoca alcuni tessuti\, materiali e i colori spiccano\, gettando il nero nel nulla. I contrasti di luce nel buio più totale permette alle persone o cose completamente vestiti di nero di essere invisibile\, come pure far apparire qualsiasi materiale fluorescente. Da qui la nostra fantasia ha potuto volare. \nPer i disegni e le sagome della favola del colibrì ringraziamo Clelia Pinto (https://www.facebook.com/cle.lia.5) \nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:La tana
DESCRIPTION:La Catacomba di San Gennaro è il luogo ideale per mettere in scena La tana di Franz Kafka. In questo racconto un imprecisato animale è impegnato a progettare e riprogettare il proprio rifugio sotterraneo in una lotta esasperante contro nemici invisibili. Mascia Musy dà voce alle angosce di questo essere\, metà uomo e metà animale che\, con morbosa precisione\, passa in rassegna ogni angolo della propria tana. I temi affrontati da Kafka\, come la paura dell’altro\, il sospetto\, la chiusura dell’individuo in se stesso\, vengono ripresi in questo adattamento di Francesco Saponaro – che si avvale della collaborazione artistica di Lino Fiorito per le scene e i costumi\, e di Pasquale Mari per le luci – rendendo ancora più evidente la scelta del protagonista di isolarsi dagli altri individui \nMascia Musy è la protagonista di La Tana di Franz Kafka per la regia di Francesco Saponaro. Nel monologo un imprecisato animale\, impegnato a difendersi da nemici improbabili\, progetta e sistema la sua tana\, accumula provviste\, costruisce e demolisce ipotesi di difesa.\nIl tema del nemico invisibile\, del sospetto\, della paura dell’imponderabile\, affrontato da Kafka viene ripreso in questo lavoro per il Napoli Teatro Festival Italia rendendo ancora più evidente la scelta estrema di questo essere\, a metà tra animale e uomo\, che rifiuta il mondo reale e\, nel costruire il proprio rifugio sotterraneo\, si isola completamente dagli altri individui. \nLa tana di Franz Kafka durata: 40m | Paese: Italia | Lingue: italiano\nCatacomba di San Gennaro – 02-03-04-05/07/2011\, 19:00 e 20:30 \ndrammaturgia Gianni Garrera\nregia e adattamento Francesco Saponaro\nproduzione Napoli Teatro Festival Italia\nin collaborazione con Eruzioni Festival produzione esecutiva Officinae Efesti \nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:Bando di coproduzione Linea d'Ombra / Eruzioni Festival
DESCRIPTION:Linea d’Ombra-Festival delle Culture Giovani presenta la prima edizione dei bandi che sostengono la realizzazione di produzioni cinematografiche di qualità e di spettacoli/performance teatrali.\nIn risposta al taglio violento alla cultura\, Linea d’Ombra-Festival delle Culture Giovani\, intende lanciare un forte segnale di sostegno alle nuove leve della cultura cinematografica e teatrale italiana.\nLinea d’Ombra-Festival delle Culture Giovani\, tende una mano concreta predisponendo € 20.000\,00 per la coproduzione di cortometraggi e € 15.000\,00 per la coproduzione di spettacoli/performance teatrali dal vivo.Altra condizione importante (che ben ci fa sperare nella serietà del progetto) riguarda la natura stessa dei lavori che viene circoscritta a “progetti inediti con una spiccata natura di innovazione”. Inoltre la selezione è strutturata su diverse tappe ricalcando\, in proporzioni più piccole\, il Premio Scenario. La prima fase termina con la raccolta dei progetti entro il 20 luglio\, nella seconda fase\, che si chiuderà il 30 dello stesso mese\, verranno scelti 3 spettacoli finalisti\, i tre artisti/compagnie proporranno infine 20 minuti dei propri lavori a Eruzioni Festival di Settembre\, qui\, la giuria composta da Peppe D’Antonio e Agostino Riitano (direttori artistici della 15a edizione di Linea d’Ombra Festival-Culture Giovani ) e altri soggetti tra critici e operatori\, decreterà lo spettacolo (o meglio l’embrione di spettacolo) vincitore della coproduzione da 15000 euro. \nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:Barock - Viaggio sulle tracce del barocco tra sacro e profano
DESCRIPTION:Il progetto Barock – viaggio sulle tracce del barocco tra sacro e profano\, è una rassegna di appuntamenti dedicati al teatro\, al costume\, alla musica ed al cinema ispirati al periodo Barocco\, un omaggio che si realizzerà mediante individuazione dell’esperienza estetica del barocco nelle arti e negli artisti contemporanei. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\nIdealmente ispirata alle suggestioni dettate dal filosofo Gilles Deleuze ne La piega\, la rassegna “Barock”\, diretta da Agostino Riitano trasformerà per due settimane la città di Ercolano in meta prediletta di chi ama e insegue contenuti di cinema\, teatro contemporaneo\, musica dal vivo\, fotografia e laboratori incentrati sull’energia corporeo-attoriale. In due lunghi week-end\, differenti location vesuviane – la settecentesca e restaurata Villa Maiuri\, il Museo Archeologico Virtuale\, lo storico mercato di Resìna – ospiteranno performance teatrali\, proiezioni cinematografiche\, workshop\, mostre di fotografia\, installazioni acusmatico-sensoriali\, parate ispirate alla letteratura e concerti rock & nonsense con l’ambizione di scandagliare le matrici barocche nelle creazioni del terzo millennio. Messinscene itineranti in terra e in cielo\, live psichedelici\, happening a bordo di taxi\, monologhi e reading coinvolgeranno giovani e non con complessivi 22 eventi spettacolari che avranno il loro momento inaugurale giovedì 29 aprile alle 12 nel centro storico di Ercolano\, con lo spettacolo itinerante “Fiesta” del Teatro dei due Mondi\, nato da un racconto di Gabriel Garcia Marquéz. \n  \nLa rassegna “Barock: viaggio sulle tracce del barocco tra sacro e profano” –  organizzata in collaborazione del Comune di Ercolano\, con il sostegno della Regione Campania – rappresenta un preludio a Eruzioni festival\, appuntamento settembrino dell’agenda culturale regionale. \nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:I. Sola - Hotel Nesis / Nisida/ Nove ragazzi sul palcoscenico
DESCRIPTION:«I. Sola – Hotel Nesis»\, il primo studio dello spettacolo che Officinae Efesti di Napoli e Teatro dei Venti di Modena hanno elaborato con i ragazzi dell’istituto penitenziario Nisida. Appuntamento a sabato\, 27 marzo. Nove ragazzi al debutto nel lavoro teatrale che scaturisce dal laboratorio partito nel novembre 2009. Quattro incontri ogni settimana per approcciare alla recitazione e strutturare lo spettacolo. \nLa piéce andrà in scena al teatro dell’Istituto penitenziario di Nisida\, creato e voluto fortemente da Eduardo De Filippo\, in occasione della giornata mondiale del Teatro\, promossa dalle Nazioni unite. Proprio al Nisida è andato il riconoscimento dal ministero dell’Istruzione quale luogo simbolo della manifestazione internazionale\, insieme a Roma e Verona. \nIl laboratorio teatrale è stato diretto da Stefano Tè (Teatro dei Venti) e Agostino Riitano\, con la collaborazione di Pietro Iuliano (Officinae Efesti). I giovani detenuti hanno avuto la possibilità di sperimentare le diverse tipologie di comunicazione artistica. «Una trasmissione di saperi e di strumenti espressivi\, che hanno liberato emotivamente i ragazzi» spiegano i promotori. Lo spettacolo “I.Sola – Hotel Nesis” è il frutto di queste tensioni creative: un viaggio nel clamore del quotidiano attraverso il legame madre-figlio mediato anche dalle parole di Svevo\, Pasolini\, Avitabile e del Vangelo. Il percorso\, dopo il debutto del primo studio\, proseguirà fino a maggio e terminerà con la messa in scena dello spettacolo in un teatro cittadino\, all’esterno della struttura carceraria. \nPensare e fare teatro con giovani detenuti non è un’esperienza terapeutica ma artistica e si basa su un approccio alla pratica di scena che vede essa stessa come orizzonte di lavoro. In questo percorso\, quindi\, il teatro non si limita ad intrattenere ma confeziona una realtà verosimile puntualizzandola. \nLa bravura sulla scena di attori non professionisti come quello del Nisida\, poi\, fa assumere alla storia contorni inaspettati. \nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:eruzioni Festival – IV edizione_futuri futurismi
DESCRIPTION:Un luogo di pensiero\, di progetto\, di confronto e trasmissione di esperienze alle pendici del Vesuvio. Eruzioni Festival – Independent Performing Art\, dal 14 al 20 settembre a Ercolano\, proporrà in anteprima nazionale e per il Sud Italia spettacoli-performance\, visioni\, workshop e musica assolvendo al compito di ricerca multidisciplinare e raccordo tra le culture contemporanee che s’incontrano sul piano etico/estetico. Sul tema “Futuri futurismi – il limite della performance”\, convinti di questo fine\, gli artisti che hanno aderito alla IV edizione del festival ideato e diretto da Agostino Riitano presenteranno\, tra il MAV – Museo Archeologico Virtuale e lo storico e cinematografico mercato degli abiti vintage di Resina\, esibizioni\, scritture e messinscena che favoriscono l’intreccio fra teatro\, danza\, musica\, arte e cinema (come i film di Von Trier\, Cassavetes \, Herzog \, Solondz e Ophuls).\nRigorosamente indipendenti. In quattro sezioni\, ecco le opere create e realizzate da Lenz Rifrazioni [La grande cicatrice_Exilium 02\, prima nazionale]\, Socìetas Raffaello Sanzio [Flatlandia\, prima in Campania]\, Ascanio Celestini [Radio clandestina]\, Pathosformel [La timidezza delle ossa\, Premio Ubu 2009\, Premio Scenario 2007\, prima in Campania]\, Ricci/Forte [Macadamia nut brittel\, prima in Campania]\, Canio Loguercio [Passione\, prima in Campania]\, Effetto Larsen [Tuo-Out\, prima in Campania]\, Zaches Teatro [Il fascino dell’idiozia]\, Naif Herin\, i dj-set di UèCervone [SanGennaroBar 2009] e Jeko. \nUn cartellone che si prefigge di tenere a bada le chiavi interpretative di alcuni caratteri delle nuove tecnologie e in particolar modo dell’agire umano favorito dagli strumenti mediatici digitali\, per riflettere sull’idea stessa di performance come pratica corporea e potenziale non-luogo. \nEruzioni Festival – Independent Performing Art è anche spazio concreto di incontro tra generazioni\, addetti ai lavori\, maestri più o meno celebrati e giovani talenti\, tra fasce di pubblico diverse per età e formazione. La quarta edizione rientra nel “Circuito dei Festival della Campania”\, sostenuto nell’ambito del progetto “SeiViaggi” dalla Comunità Europea e dalla Regione Campania e interpreta a pieno la mission dell’Anno europeo dedicato alla Creatività e all’Innovazione. \n 
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SUMMARY:La Nave dei folli
DESCRIPTION:La nave dei folli. Regia e drammaturgia: Luigi Imperato e Silvana Pirone. \nCon: Annamaria Palomba\, Silvana Pirone\, Domenico Santo\, Salvatore Veneruso. Costumi e scene: Luigi Imperato e Silvana Pirone. Foto di scena: Rosario Dovere e Santiago Faraone Mennella Disegno Luci: Paco Summonte \nCo-produzione: Officinae Efesti \nPersonaggi grotteschi segnati dalla follia. Sono vittime dell’emarginazione\, prigionieri del viaggio\, immobili sulla soglia dell’esilio. Vengono condotti al loro destino con l’inganno: imbarcati con l’illusione di un pellegrinaggio salvifico. \nNote di regia \nLa nave dei folli accoglie corpi-relitti\, storie di oltraggi\, di umanità ripudiata. Anime sopravvissute a se stesse\, personaggi senza più nome in un ambiente senza più nome: brandelli di esistenze appartenute forse ad alcuni ma ormai rifiutate\, come si rifiutano oggetti vecchi in cui non ci si riconosce più e che denunciano una parte di sé. Quella parte che è comodo non mostrare e soprattutto non guardare. \nI nostri folli aspirano ad aggirarsi nelle nostre menti e sotto la nostra pelle\, godono a metterci di fronte ad un dubbio\, uno specchio distorto che ci fa domande e che non sa dare risposte. Loro stessi vivono nel continuo dubbio della realtà che li esula a volte esitanti nel credere a se stessi: si sorprendono a fingere\, a recitare ruoli o a sentirsene doppi involontari. Sono soli eppure uniti dalla comune solitudine\, si tengono per mano\, si abbracciano in un amplesso di male comune\, ma si fanno anche la guerra\, si odiano\, si amano e sperano. Sono uomini. \nLa nostra attenzione non è concentrata sulla follia come stato psichico\, ma sulla ritualizzazione scenica dell’esilio che si trasforma lentamente nel rito del ricordo e della disperazione. \nLo spettacolo ha debuttato nella terza edizione di Eruzioni Festival\, con la direzione artistica di Agostino Riitano. \n 
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SUMMARY:SALVATORE\,  tragedia del mare
DESCRIPTION:SALVATORE TRAGEDIA DEL MARE \nIl mare è un letto di morte \nper chi naviga verso la speranza. \nLe coste mietono vittime in vista \ndell’ingresso clandestino\, annegati salvagenti \nper altri aggrappati alla speranza \nal secco nelle risacche delle patrie coste. (Mälström di Arnold de Vos) \nliberamente tratto da Battaglia Navale di Reinhard Göering\, L’ultimo viaggio di Sindbad di Erri De Luca\, America di Franz Kafka\, Ellis Island di Georges Perec \ncon i ragazzi dell’IPIA Caselli di Napoli | traduzione collettiva nell’ambito del laboratorio | laboratorio teatrale condotto da Stefania Piccolo e Agostino Riitano | scenografia\, costumi e luci a cura dei ragazzi dell’IPIA Caselli diretti da Juan Pablo Etcheverry\, Daniela Salernitano\, Roberto Crea\, Paco Summonte \nsi ringrazia l’attore Pietro Juliano \n“Salvatore\, una tragedia del mare” è il risultato di due corsi di formazione “Spazio altro: l’arte dell’attore” e “Spazio altro: il teatro…le illusioni”/ POR Campania 2000/2006 Misura 3.6. \nNel filo conduttore della clandestinità il motivo centrale è il viaggio. \nDel viaggio si è nutrita la civiltà mediterranea; del viaggio abbiamo fatto la metafora poetica dell’esistenza. Il Viaggio si è oggi radicalmente e con lampante evidenza allontanato dall’Occidente\, per restare opzione obbligata degli abitatori dei luoghi dell’Altrove\, coloro che si dicono nomadi\, stranieri\, randagi\, ospiti nelle tragedie degli scafi\, dei corpi ripescati\, degli sbarchi di fortuna\, e della vita “in nero”. \nLo scenario tragico dei flussi umani clandestini verso l’Europa ha l’obiettivo di conquistare nel “ricco” Occidente il diritto alla sopravvivenza. Il mare dei grandi miti\, il Mediterraneo\, è oggi la grande vasca della casa della civiltà dove affondano relitti\, insieme a donne\, uomini e bambini. Un mare incapace di consolare gli affanni\, un luogo all’apparenza senza confini\, sulle cui acque nere galleggiano come cadaveri decomposti i rimorsi\, i crimini e i dolori; questo orrore ripone nel teatro i nostri interrogativi. \nCapire il teatro\, comprendere a cosa serva e a chi; renderlo permeabile\, e conquistarne il lavoro profondo; scommettere ancora una volta sulla sua utilità\, nella sua raramente riconosciuta necessità. Lavorare per renderlo sempre più luogo di idee\, di nascita e di scambio di idee\, spazio “sociale” di emozioni\, di riflessioni personali e collettive; teatro come baluardo nei confronti di una barbarie che incombe e ci circonda\, e che si teme possa prevalere\, e al tempo stesso esercizio di libertà in movimento\, di frontiere e di spazi da attraversare\, luogo per un incontro ancora possibile. \nSalvatore è un Teatro come ambito aperto\, che obbliga chi lo vive ad immaginarsi una dimensione in continua osmosi o in balia con quanto accade fuori da sé: proprio come capita agli emigranti trasformati in immigrati. \nLo spettacolo ha avuto tre repliche\, al Teatro Stabile Galleria Toledo di Napoli\, al Teatro Ariston di Mondragone (Caserta) e al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).
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SUMMARY:Studio: Mangiatene tutti #Dentro-fuori
DESCRIPTION:Il progetto completo Mangiatene tutti #dentro – fuori si sostanzia nella creazione di un’opera teatrale\, in particolare di due spettacoli basati su un’unica struttura drammatica. Quella della passione di Cristo che diventa racconto di una città e di un carcere. Il lavoro prende vita in due contesti sociali ed umani differenti: il dentro – con un gruppo di attori\, detenuti nella Casa Circondariale di Poggioreale; il fuori – con un gruppo di attori professionisti. \nDebutto > 21 giugno 2007 Castel dell’Ovo / Napoli: Mangiatene tutti # FUORI\ncon Andrea de Goyzueta\,\nFrancesca De Nicolais\nGiuseppe Papa\,\nGiovanni Prisco\,\nFabio Rossi\nsuono Giuseppe Stellato\nideazione scene e costumi Pino Carbone e Francesca De Nicolais\nideazione\, testo e regia Pino Carbone\, in collaborazione con Agostino Riitano (Officinae Efesti) e con Emozioni Napoli \nAprire una questione\, è l’intento di questo progetto. La questione è la città (in questo caso Napoli)\, ma soprattutto il rapporto di questa con un luogo chiuso\, un luogo di detenzione. Un Carcere. Ma anche il rapporto con l’avvenimento tragico\, con l’avvenimento violento che diventa motore e oggetto di analisi. Il racconto e la rappresentazione. Racconto: Una possibile storia da raccontare\, potrebbe essere quella di Cristo. Potrebbe ricordare un lungo Calvario o richiamare ad una sofferta Passione. La storia non è solo nei fatti\, ma in significati e sensi che possono unire una data condizione\, l’avvenimento quotidiano\, tragico\, volgare\, banale\, ai Vangeli. Rappresentazione: In scena dei corpi\, degli esseri\, che si “sforzano” di raccontare una storia. Questi esseri appaiono come rinchiusi in un luogo aperto. Sembra che siano costretti ad interagire tra di loro\, come fossero in cattività. Cristo si lascia fare. Si lascia percorrere. Non si oppone e\, quando ci riesce\, non si lamenta. Viene coinvolto in un ritmo\, dove lo spazio\, i corpi\, si percuotono dando vita ad un’ossessione\, un terremoto\, un rituale\, alla possibilità per una madre di comunicare con il proprio figlio morente e inconsapevole. Il figlio che viene portato in processione\, come quelle dei battenti alla festa della Madonna e\, poi viene sacrificato. La sua carne scoppia e brucia così come scoppiano e si dissolvono le relazioni e la energie di una città che si annulla quotidianamente in gesti senza senso\, preferendo sempre di più il niente al 1 / 2 Studio Mangiatene tutti # dentro-fuori pensiero. I colori e i suoni viscerali come sempre non fanno politica ma teatro e le autorità vestono bene nel non dialogo con la bestia che non riescono a domare. Cristo è bestiale\, nella misura in cui non è domabile dalle autorità ma soltanto punibile. Tuttavia la punizione non è soltanto il punto finale del racconto\, ma motore della recitazione e gioco di riflessione.\nPino Carbone e Agostino Riitano \nhttps://www.youtube.com/watch?v=TShVxaQPGX8 \nRassegna stampa\n 
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