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SUMMARY:Il respiro della città / Barock
DESCRIPTION:“Il respiro della città”_Installazioni di Sound art \, una produzione di LUDWIG officina di linguaggi contemporanei  e di OFFICINAE EFESTI che ha visto le seguenti installazioni sonore all’interno della Villa Maiuri di Ercolano: \nIl luogo della mente» è il titolo dell’installazione di Enrico De Maio creata su interfaccia Alpha Max\, mentre «L’istallazione acusmatica» è il lavoro del pianista e compositore Francesco D’Errico modulata sull’intreccio di cinque linee acustiche stereo che viaggiano autonomamente. «79 (settantanove)» è l’installazione multimediale di Massimo Scamarcio\, in collaborazione con il Centro Studi Internazionale Herculaneum\, mentre «D’Impulso» è l’opera sonora di Roberto Pugliese e Agostino Di Scipio\, incentrata sul rapporto tra spazio e sistemi commerciali di riproduzione sonora. \nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:Barock - Viaggio sulle tracce del barocco tra sacro e profano
DESCRIPTION:Il progetto Barock – viaggio sulle tracce del barocco tra sacro e profano\, è una rassegna di appuntamenti dedicati al teatro\, al costume\, alla musica ed al cinema ispirati al periodo Barocco\, un omaggio che si realizzerà mediante individuazione dell’esperienza estetica del barocco nelle arti e negli artisti contemporanei. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\nIdealmente ispirata alle suggestioni dettate dal filosofo Gilles Deleuze ne La piega\, la rassegna “Barock”\, diretta da Agostino Riitano trasformerà per due settimane la città di Ercolano in meta prediletta di chi ama e insegue contenuti di cinema\, teatro contemporaneo\, musica dal vivo\, fotografia e laboratori incentrati sull’energia corporeo-attoriale. In due lunghi week-end\, differenti location vesuviane – la settecentesca e restaurata Villa Maiuri\, il Museo Archeologico Virtuale\, lo storico mercato di Resìna – ospiteranno performance teatrali\, proiezioni cinematografiche\, workshop\, mostre di fotografia\, installazioni acusmatico-sensoriali\, parate ispirate alla letteratura e concerti rock & nonsense con l’ambizione di scandagliare le matrici barocche nelle creazioni del terzo millennio. Messinscene itineranti in terra e in cielo\, live psichedelici\, happening a bordo di taxi\, monologhi e reading coinvolgeranno giovani e non con complessivi 22 eventi spettacolari che avranno il loro momento inaugurale giovedì 29 aprile alle 12 nel centro storico di Ercolano\, con lo spettacolo itinerante “Fiesta” del Teatro dei due Mondi\, nato da un racconto di Gabriel Garcia Marquéz. \n  \nLa rassegna “Barock: viaggio sulle tracce del barocco tra sacro e profano” –  organizzata in collaborazione del Comune di Ercolano\, con il sostegno della Regione Campania – rappresenta un preludio a Eruzioni festival\, appuntamento settembrino dell’agenda culturale regionale. \nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:I. Sola - Hotel Nesis / Nisida/ Nove ragazzi sul palcoscenico
DESCRIPTION:«I. Sola – Hotel Nesis»\, il primo studio dello spettacolo che Officinae Efesti di Napoli e Teatro dei Venti di Modena hanno elaborato con i ragazzi dell’istituto penitenziario Nisida. Appuntamento a sabato\, 27 marzo. Nove ragazzi al debutto nel lavoro teatrale che scaturisce dal laboratorio partito nel novembre 2009. Quattro incontri ogni settimana per approcciare alla recitazione e strutturare lo spettacolo. \nLa piéce andrà in scena al teatro dell’Istituto penitenziario di Nisida\, creato e voluto fortemente da Eduardo De Filippo\, in occasione della giornata mondiale del Teatro\, promossa dalle Nazioni unite. Proprio al Nisida è andato il riconoscimento dal ministero dell’Istruzione quale luogo simbolo della manifestazione internazionale\, insieme a Roma e Verona. \nIl laboratorio teatrale è stato diretto da Stefano Tè (Teatro dei Venti) e Agostino Riitano\, con la collaborazione di Pietro Iuliano (Officinae Efesti). I giovani detenuti hanno avuto la possibilità di sperimentare le diverse tipologie di comunicazione artistica. «Una trasmissione di saperi e di strumenti espressivi\, che hanno liberato emotivamente i ragazzi» spiegano i promotori. Lo spettacolo “I.Sola – Hotel Nesis” è il frutto di queste tensioni creative: un viaggio nel clamore del quotidiano attraverso il legame madre-figlio mediato anche dalle parole di Svevo\, Pasolini\, Avitabile e del Vangelo. Il percorso\, dopo il debutto del primo studio\, proseguirà fino a maggio e terminerà con la messa in scena dello spettacolo in un teatro cittadino\, all’esterno della struttura carceraria. \nPensare e fare teatro con giovani detenuti non è un’esperienza terapeutica ma artistica e si basa su un approccio alla pratica di scena che vede essa stessa come orizzonte di lavoro. In questo percorso\, quindi\, il teatro non si limita ad intrattenere ma confeziona una realtà verosimile puntualizzandola. \nLa bravura sulla scena di attori non professionisti come quello del Nisida\, poi\, fa assumere alla storia contorni inaspettati. \nRassegna stampa\n 
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SUMMARY:eruzioni Festival – IV edizione_futuri futurismi
DESCRIPTION:Un luogo di pensiero\, di progetto\, di confronto e trasmissione di esperienze alle pendici del Vesuvio. Eruzioni Festival – Independent Performing Art\, dal 14 al 20 settembre a Ercolano\, proporrà in anteprima nazionale e per il Sud Italia spettacoli-performance\, visioni\, workshop e musica assolvendo al compito di ricerca multidisciplinare e raccordo tra le culture contemporanee che s’incontrano sul piano etico/estetico. Sul tema “Futuri futurismi – il limite della performance”\, convinti di questo fine\, gli artisti che hanno aderito alla IV edizione del festival ideato e diretto da Agostino Riitano presenteranno\, tra il MAV – Museo Archeologico Virtuale e lo storico e cinematografico mercato degli abiti vintage di Resina\, esibizioni\, scritture e messinscena che favoriscono l’intreccio fra teatro\, danza\, musica\, arte e cinema (come i film di Von Trier\, Cassavetes \, Herzog \, Solondz e Ophuls).\nRigorosamente indipendenti. In quattro sezioni\, ecco le opere create e realizzate da Lenz Rifrazioni [La grande cicatrice_Exilium 02\, prima nazionale]\, Socìetas Raffaello Sanzio [Flatlandia\, prima in Campania]\, Ascanio Celestini [Radio clandestina]\, Pathosformel [La timidezza delle ossa\, Premio Ubu 2009\, Premio Scenario 2007\, prima in Campania]\, Ricci/Forte [Macadamia nut brittel\, prima in Campania]\, Canio Loguercio [Passione\, prima in Campania]\, Effetto Larsen [Tuo-Out\, prima in Campania]\, Zaches Teatro [Il fascino dell’idiozia]\, Naif Herin\, i dj-set di UèCervone [SanGennaroBar 2009] e Jeko. \nUn cartellone che si prefigge di tenere a bada le chiavi interpretative di alcuni caratteri delle nuove tecnologie e in particolar modo dell’agire umano favorito dagli strumenti mediatici digitali\, per riflettere sull’idea stessa di performance come pratica corporea e potenziale non-luogo. \nEruzioni Festival – Independent Performing Art è anche spazio concreto di incontro tra generazioni\, addetti ai lavori\, maestri più o meno celebrati e giovani talenti\, tra fasce di pubblico diverse per età e formazione. La quarta edizione rientra nel “Circuito dei Festival della Campania”\, sostenuto nell’ambito del progetto “SeiViaggi” dalla Comunità Europea e dalla Regione Campania e interpreta a pieno la mission dell’Anno europeo dedicato alla Creatività e all’Innovazione. \n 
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SUMMARY:Khom loy - il volo delle lanterne | Salerno\, Ercolano\, Volterra
DESCRIPTION:Il rito del lancio delle lanterne si è tenuto a Salerno\, nella rassegna Salerno creativa nel 2008\, nel 2010 ad Ercolano nella rassegna BaRock tra Sacro e Profano e al Festival di Volterra Teatro sia nel 2010 che nel 2014. \nKhomloy_OEfesti_Volterra2014_ph_GuidoMencari \nIl rito del Khomloy per noi è lo strumento di attivazione della comunità: l’evento del condividere e collaborare per ricostruirsi in quanto comunità. “Occasione per rendere visibile il punto di rottura\, per stillare dal dolore una bellezza intensa\, per trasformare la debolezza in una grandissima forza”. \nKhomloy_OEfesti_Volterra2014_ph_GuidoMencari \nAll’interno del Festival #Volterrateatro\, dal luogo della #Ferita di #Volterra si è inaugurata una grande campagna di crowdfunding da noi lanciata: #CROWDESIRE. Mille luci\, un desiderio per Volterra. I presenti che hanno affidato simbolicamente al cielo un desiderio per Volterra\, hanno potuto contribuire con un dono economico alla ricostruzione di quel pezzo di città franato\, e registrare un brevissimo video da diffondere sul web\, per estendere l’appello e la rete di solidarietà dalla piazza all’etere\, dalla comunità reale a quella virtuale. \nhttp://volterrateatro.it/2014/vt2014/crowdesire-mille-luci-un-desiderio-per-volterracf53.html?lang=it 
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SUMMARY:Eruzioni Festival - terza edizione
DESCRIPTION:«Eruzioni»\, un vulcano di creatività. Workshop sulla performing art\, videoteatro e una prima nazionale: «La nave dei folli» per la kermesse firmata da Officinae Efesti. \nGiunge alla terza edizione «Eruzioni Festival – independent performing art»\, manifestazione organizzata da Officinae Efesti per la direzione artistica di Agostino Riitano.  \nIl festival sarà di scena ad Ercolano dall’8 al 18 settembre. Tema di quest’anno è «Il limite della performance». Tra il Complesso settecentesco di Villa Ruggiero e il neonato MAV – museo archeologico virtuale si susseguiranno spettacoli\, esibizioni artistiche\, laboratori\, video teatro e atelier multimediale\, con artisti provenienti dall’Italia\, Singapore\, Svizzera e Austria. \nLIMITE FRAGILE – Il clown svizzero Olli Hauenstein proveniente dal blasonato Cinque du Soleil terrà uno dei workshop più interessanti in programma dall’8 al 10 settembre: la comicità condurrà le azioni al limite tra commedia e tragedia. Un laboratorio/seminario di produzione sul video teatro sarà poi curato da Alfonso Amendola dall’8 al 12 Settembre\, progetto formativo e produttivo che a partire da alcuni concetti del “limite della performance” prova a sondare le possibilità di una contaminazione artistica. \n \nNAVE DEI FOLLI – Nel ricco programma spicca la prima nazionale de “La nave dei Folli”\, regia di Silvana Pirone e Luigi Imperato\, una coproduzione Teatro di Legno – Eruzioni Festival. La sezione video teatro\, curata da Officinae Efesti in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Salerno\, mira invece a dare visibilità alla nuova frontiera della contaminazione dei linguaggi con particolare attenzione all’interazione tra teatro e nuovi media. In programma la presentazione in anteprima del video “14 aprile 1930 / 22 dicembre 1970. Reading in elettronica” omaggio a Vladimir Majakovskij ed Eros Alesi\, opera tra poesia ed estremizzazioni sonore a cura di Fakta – framedada. Inoltre\, il 13 Settembre è previsto l’«Indipendenz Dei – Campania»\, giornata d’incontro e confronto sulle prospettive delle arti performative indipendenti della regione. \n \nBUS MULTIMEDIALE – Ad Ercolano sarà inoltre allestito il bus multimediale\, ovvero un vecchio pullman di linea riadattato a postazione multimediale itinerante per un’escursione notturna sul Vesuvio. In calendario anche la photo exposition di Santiago Faraone Mennella; il concerto degli Electro Sexy\, tra rock\, new wave e disco music (18 settembre) e la performance di action painting di Giacomo Montanaro. \nXING ZHE: “UOMO IN AZIONE” – Altro workshop di grande interesse è quello firmato da Gey Pin Ang\, straordinaria attrice di Singapore che ha lavorato con il Work center di Jerzy Grotowski e Thomas Richards dal 14 al 18 settembre.
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SUMMARY:La Nave dei folli
DESCRIPTION:La nave dei folli. Regia e drammaturgia: Luigi Imperato e Silvana Pirone. \nCon: Annamaria Palomba\, Silvana Pirone\, Domenico Santo\, Salvatore Veneruso. Costumi e scene: Luigi Imperato e Silvana Pirone. Foto di scena: Rosario Dovere e Santiago Faraone Mennella Disegno Luci: Paco Summonte \nCo-produzione: Officinae Efesti \nPersonaggi grotteschi segnati dalla follia. Sono vittime dell’emarginazione\, prigionieri del viaggio\, immobili sulla soglia dell’esilio. Vengono condotti al loro destino con l’inganno: imbarcati con l’illusione di un pellegrinaggio salvifico. \nNote di regia \nLa nave dei folli accoglie corpi-relitti\, storie di oltraggi\, di umanità ripudiata. Anime sopravvissute a se stesse\, personaggi senza più nome in un ambiente senza più nome: brandelli di esistenze appartenute forse ad alcuni ma ormai rifiutate\, come si rifiutano oggetti vecchi in cui non ci si riconosce più e che denunciano una parte di sé. Quella parte che è comodo non mostrare e soprattutto non guardare. \nI nostri folli aspirano ad aggirarsi nelle nostre menti e sotto la nostra pelle\, godono a metterci di fronte ad un dubbio\, uno specchio distorto che ci fa domande e che non sa dare risposte. Loro stessi vivono nel continuo dubbio della realtà che li esula a volte esitanti nel credere a se stessi: si sorprendono a fingere\, a recitare ruoli o a sentirsene doppi involontari. Sono soli eppure uniti dalla comune solitudine\, si tengono per mano\, si abbracciano in un amplesso di male comune\, ma si fanno anche la guerra\, si odiano\, si amano e sperano. Sono uomini. \nLa nostra attenzione non è concentrata sulla follia come stato psichico\, ma sulla ritualizzazione scenica dell’esilio che si trasforma lentamente nel rito del ricordo e della disperazione. \nLo spettacolo ha debuttato nella terza edizione di Eruzioni Festival\, con la direzione artistica di Agostino Riitano. \n 
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SUMMARY:spazio altro: l'arte dell'attore\, il teatro...le illusioni (2007-2009)
DESCRIPTION:“Spazio altro: l’arte dell’attore” e “Spazio altro: il teatro…le illusioni”/ POR Campania 2000/2006 Misura 3.6\, sono due percorsi di 600 ore totali ideati ed organizzati dall’Associazione Culturale Officinae Efesti in collaborazione con l’Istituto Tecnico Superiore Ipia Caselli di Napoli ed Asmeform\, rientranti nel “Piano Integrato per Sostenere l’Inclusione Sociale\, l’Occupabilità nell’Area Nord della Città di Napoli”. \n \n“L’Arte dell’Attore” e “Il Teatro…Le Illusioni” sono la quarta e la quinta declinazione del progetto “Spazio Altro”\, nato nel 2003\, con il quale poniamo il teatro\, inteso come istinto fisico e come altrove\, in relazione alle istituzioni\, al fine di innescare una viva dialettica creativa tra istinto e istituzione\, volta a produrre una coscienza reale delle potenzialità espressive del corpo. \n \nIl progetto “L’ARTE DELL’ATTORE” nasce dalla volontà di istituire nella scuola una densa attività artistica fondata sul Teatro\, cercando di trasformarla da luogo del dovere in luogo della libertà creativa. Nell’ambito della didattica e della cultura riteniamo il Teatro il luogo privilegiato dove esplorare e vivere la globalità di una esperienza creativa e formativa. \n   \nIl teatro oltre ad essere uno strumento immediato di aggregazione è anche un veicolo di diffusione di valori sociali e culturali. La diffusione del teatro e della didattica teatrale nella società e nella scuola è un bene di cui non possiamo fare a meno. Non possiamo immaginare una società senza teatro. Perché il teatro entra nel merito dei rapporti umani e delle relazioni sociali ed è per questo che\, oltre ad essere lo specchio della società\, è una grande occasione di riflessione e di evoluzione personale. Il percorso di formazione teatrale è una grande avventura di crescita delle potenzialità espressive dell’uomo.
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SUMMARY:SALVATORE\,  tragedia del mare
DESCRIPTION:SALVATORE TRAGEDIA DEL MARE \nIl mare è un letto di morte \nper chi naviga verso la speranza. \nLe coste mietono vittime in vista \ndell’ingresso clandestino\, annegati salvagenti \nper altri aggrappati alla speranza \nal secco nelle risacche delle patrie coste. (Mälström di Arnold de Vos) \nliberamente tratto da Battaglia Navale di Reinhard Göering\, L’ultimo viaggio di Sindbad di Erri De Luca\, America di Franz Kafka\, Ellis Island di Georges Perec \ncon i ragazzi dell’IPIA Caselli di Napoli | traduzione collettiva nell’ambito del laboratorio | laboratorio teatrale condotto da Stefania Piccolo e Agostino Riitano | scenografia\, costumi e luci a cura dei ragazzi dell’IPIA Caselli diretti da Juan Pablo Etcheverry\, Daniela Salernitano\, Roberto Crea\, Paco Summonte \nsi ringrazia l’attore Pietro Juliano \n“Salvatore\, una tragedia del mare” è il risultato di due corsi di formazione “Spazio altro: l’arte dell’attore” e “Spazio altro: il teatro…le illusioni”/ POR Campania 2000/2006 Misura 3.6. \nNel filo conduttore della clandestinità il motivo centrale è il viaggio. \nDel viaggio si è nutrita la civiltà mediterranea; del viaggio abbiamo fatto la metafora poetica dell’esistenza. Il Viaggio si è oggi radicalmente e con lampante evidenza allontanato dall’Occidente\, per restare opzione obbligata degli abitatori dei luoghi dell’Altrove\, coloro che si dicono nomadi\, stranieri\, randagi\, ospiti nelle tragedie degli scafi\, dei corpi ripescati\, degli sbarchi di fortuna\, e della vita “in nero”. \nLo scenario tragico dei flussi umani clandestini verso l’Europa ha l’obiettivo di conquistare nel “ricco” Occidente il diritto alla sopravvivenza. Il mare dei grandi miti\, il Mediterraneo\, è oggi la grande vasca della casa della civiltà dove affondano relitti\, insieme a donne\, uomini e bambini. Un mare incapace di consolare gli affanni\, un luogo all’apparenza senza confini\, sulle cui acque nere galleggiano come cadaveri decomposti i rimorsi\, i crimini e i dolori; questo orrore ripone nel teatro i nostri interrogativi. \nCapire il teatro\, comprendere a cosa serva e a chi; renderlo permeabile\, e conquistarne il lavoro profondo; scommettere ancora una volta sulla sua utilità\, nella sua raramente riconosciuta necessità. Lavorare per renderlo sempre più luogo di idee\, di nascita e di scambio di idee\, spazio “sociale” di emozioni\, di riflessioni personali e collettive; teatro come baluardo nei confronti di una barbarie che incombe e ci circonda\, e che si teme possa prevalere\, e al tempo stesso esercizio di libertà in movimento\, di frontiere e di spazi da attraversare\, luogo per un incontro ancora possibile. \nSalvatore è un Teatro come ambito aperto\, che obbliga chi lo vive ad immaginarsi una dimensione in continua osmosi o in balia con quanto accade fuori da sé: proprio come capita agli emigranti trasformati in immigrati. \nLo spettacolo ha avuto tre repliche\, al Teatro Stabile Galleria Toledo di Napoli\, al Teatro Ariston di Mondragone (Caserta) e al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).
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SUMMARY:eruzioni festival II edizione - il ritmo dell'azione
DESCRIPTION:Eruzioni è un evento volto a produrre visioni non di massa ma di individui: è un luogo di pensiero\, di progetto\, di confronto e trasmissione di esperienze.\n \n“Il Ritmo dell’Azione” è il tema della seconda edizione del festival d’arte teatrale Eruzioni\, ideato e diretto da Agostino Riitano\, che si svolgerà dal 6 al 16 settembre 2007 alle pendici del Vesuvio\, nei luoghi mitici delle diverse eruzioni. Uno squarcio di silenzio e natura che accoglierà arte\, finzione\, esperimenti. \n \nEruzioni è il luogo dell’incertezza\, dell’incontro fortuito\, spazio dell’abbandono nel quale lasciarsi catturare e trasportare dalle manifestazioni del mondo\, che si vestono\, anche solo per un giorno\, di promesse e di allusioni tanto incerte quanto irresistibili.\nIl Festival è contraddistinto come laboratorio ed insieme vetrina\, un osservatorio internazionale che negli anni incoraggerà e favorirà lo sviluppo della danza\, della musica\, del teatro e dell’arte contemporanea. Forum permanente di soggettività progettuali e artistiche\, Eruzioni è un modello di complessità multidisciplinare in perenne ricerca di se stesso\, spazio principe per le culture contemporanee “alte”\, però insieme riferimento centrale per il tempo libero\, o meglio liberato\, intelligente\, per le produzioni più vive della cultura\, per le identità e le tradizioni culturali più diverse. Infine luogo concreto di incontro tra generazioni\, tra maestri più o meno celebrati e giovani talenti\, tra fasce di pubblico diverse per età e formazione. \n \nI laboratori si svolgeranno presso il Teatro Plinius\, posizionato alle falde del Vesuvio tra ginestre e pietra lavica\, mentre la seconda\, suggestiva location\, sarà quella di Villa Ruggiero\, sul miglio d’oro ad Ercolano\, che ospiterà gli spettacoli.\nElemento distintivo del festival\, quindi\, oltre alla peculiarità dei contenuti artistici\, diventano le scenografie originali che ospiteranno le attività. \nIl programma prevede quattro workshop condotti da maestri che con approcci tradizionale differenti anileizzeranno praticamente uno degli aspetti specifici dell’arte dell’Attore: “il ritmo dell’azione”:\n“Matresca the Art of the composition ” di e con Jurij Alschitz (Federazione Russa)\n“Il movimento e il Tempo Ritmo” di e con Nicolaj Karpov (Federazione Russa\, per la prima volta a Napoli)\n“Training Ritmico” di e con Angelika Hauser (Austria\, per la prima volta a Napoli)\n“Ritmo è” di e con Ava Loiacono-Husain (Svizzera) \n  \nI workshop condotti da Angelika Hauser e Ava Loiacono-Husain rientrano nel progetto “Viaggio alla radice – secondo movimento” dedicato all’esperienza dell’euritmica di Emile Jaques Dalcroze \, realizzato in collabarazione con Il Forum Austriaco di Cultura di Roma e l’Istituto Svizzero di Roma.\nIl progetto “Viaggio alla radice – secondo movimento” nasce dall’idea di voler indagare in profondità alcune delle esperienze più significative della ricerca artistica nel campo delle performing arts: ovvero quegli artisti che hanno segnato la storia delle arti\, creando codici e pratiche sulle potenzialità espressive del corpo.\nLa scelta trae origine dalla relazione molto forte che c’è tra l’esperienza dell’euritmia del viennese Emile Jaques Dalcroze (Vienna 1865 – Ginevra 1950) con lo sviluppo della coscienza moderna del movimento nell’azione performativa. \n     \n 
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SUMMARY:Studio: Mangiatene tutti #Dentro-fuori
DESCRIPTION:Il progetto completo Mangiatene tutti #dentro – fuori si sostanzia nella creazione di un’opera teatrale\, in particolare di due spettacoli basati su un’unica struttura drammatica. Quella della passione di Cristo che diventa racconto di una città e di un carcere. Il lavoro prende vita in due contesti sociali ed umani differenti: il dentro – con un gruppo di attori\, detenuti nella Casa Circondariale di Poggioreale; il fuori – con un gruppo di attori professionisti. \nDebutto > 21 giugno 2007 Castel dell’Ovo / Napoli: Mangiatene tutti # FUORI\ncon Andrea de Goyzueta\,\nFrancesca De Nicolais\nGiuseppe Papa\,\nGiovanni Prisco\,\nFabio Rossi\nsuono Giuseppe Stellato\nideazione scene e costumi Pino Carbone e Francesca De Nicolais\nideazione\, testo e regia Pino Carbone\, in collaborazione con Agostino Riitano (Officinae Efesti) e con Emozioni Napoli \nAprire una questione\, è l’intento di questo progetto. La questione è la città (in questo caso Napoli)\, ma soprattutto il rapporto di questa con un luogo chiuso\, un luogo di detenzione. Un Carcere. Ma anche il rapporto con l’avvenimento tragico\, con l’avvenimento violento che diventa motore e oggetto di analisi. Il racconto e la rappresentazione. Racconto: Una possibile storia da raccontare\, potrebbe essere quella di Cristo. Potrebbe ricordare un lungo Calvario o richiamare ad una sofferta Passione. La storia non è solo nei fatti\, ma in significati e sensi che possono unire una data condizione\, l’avvenimento quotidiano\, tragico\, volgare\, banale\, ai Vangeli. Rappresentazione: In scena dei corpi\, degli esseri\, che si “sforzano” di raccontare una storia. Questi esseri appaiono come rinchiusi in un luogo aperto. Sembra che siano costretti ad interagire tra di loro\, come fossero in cattività. Cristo si lascia fare. Si lascia percorrere. Non si oppone e\, quando ci riesce\, non si lamenta. Viene coinvolto in un ritmo\, dove lo spazio\, i corpi\, si percuotono dando vita ad un’ossessione\, un terremoto\, un rituale\, alla possibilità per una madre di comunicare con il proprio figlio morente e inconsapevole. Il figlio che viene portato in processione\, come quelle dei battenti alla festa della Madonna e\, poi viene sacrificato. La sua carne scoppia e brucia così come scoppiano e si dissolvono le relazioni e la energie di una città che si annulla quotidianamente in gesti senza senso\, preferendo sempre di più il niente al 1 / 2 Studio Mangiatene tutti # dentro-fuori pensiero. I colori e i suoni viscerali come sempre non fanno politica ma teatro e le autorità vestono bene nel non dialogo con la bestia che non riescono a domare. Cristo è bestiale\, nella misura in cui non è domabile dalle autorità ma soltanto punibile. Tuttavia la punizione non è soltanto il punto finale del racconto\, ma motore della recitazione e gioco di riflessione.\nPino Carbone e Agostino Riitano \nhttps://www.youtube.com/watch?v=TShVxaQPGX8 \nRassegna stampa\n 
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LOCATION:Castel dell’Ovo / Napoli
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SUMMARY:Eruzioni Festival I edizione – il training dell'attore da Oriente a Occidente
DESCRIPTION:Il Vesuvio è la casa dei maestri provenienti da Bali\, dalla Francia\, dalla Russia. \nUn progetto di Officinae Efesti\, con la direzione artistica di Agostino Riitano a Ercolano >>>\nVesuvio\, dal 6 al 15 settembre 2006 \nI edizione – il training dell’attore da Oriente a Occidente \nTre speciali esperienze\, condotte dal francese Yves Lebreton\, dal russo Jurij Alschitz e dal balinese Tapa Sudana – indiscussi maestri del teatro moderno e contemporaneo – per offrire agli attori strumenti di concentrazione\, di recitazione e di consapevolezza del proprio corpo e della propria mente.\nprogramma laboratori \n6 >>> 10 settembre\nCorpo Vocale – Corpo Energetico\ncondotto da Yves Lebreton\nLa tecnica del ” Corpo vocale “\, creata da Yves Lebreton\, sviluppa l’interazione tra la vibrazione vocale e la materia organica del corpo. La voce diventa l’estensione sonora del movimento corporeo. Esplora l’espressività dei suoni fuori di ogni convenzione semiologica e permette di svelare il linguaggio “primordiale”. \n6 >>> 10 settembre\nAttore come autore del ruolo\ncondotto da Jurij Alschitz\nIn questo laboratorio si vuole introdurre il metodo della preparazione dell’attore all’interpretazione di un ruolo\, che si chiama “La Verticale del Ruolo”.\nGenerazioni di attori sono cresciute con il classico di Stanislavsky “Il lavoro dell’attore su se stesso” ma il teatro del XXI secolo con la sua particolare struttura di produzione\nrichiede nuove forme di lavoro indipendente da parte dell’attore.\nJurij Alschitz ha sviluppato il metodo della “Verticale del Ruolo” durante gli anni di ricerca all’interno della pratica teatrale\, metodo sperimentato nei Centri Teatrali Europei che ha creato in Germania\, Italia e Scandinavia. Egli ha verificato e applicato questo metodo con successo nella pratica della scena teatrale in vari paesi. \n11 >>> 15 settembre\nl’espressione dei tre mondi: pensiero\, emozione\, corpo\ncondotto da Tapa Sudana\nattore e collaboratore del regista Peter Brook fondatore del Centre International de Creations Theatrales di Parigi.\nA Bali gli attori si comportano come dei servitori. Servono una storia (o qualcos’altro) che deve essere raccontata (onorata). Devono considerare la storia più importante\, più interessante\, superiore a loro stessi; la storia ha già una vita propria. La storia ingloba meglio la conoscenza\, la saggezza; è un cammino naturale (visibile o invisibile\, comprensibile o incomprensibile) da seguire. Gli attori devono mettere in gioco tutte le loro risorse allo scopo di rivelare questa vita (questo mistero). Il lavoro consiste nel risvegliare\, coltivare e unificare l’espressione dei tre mondi (corpo\, emozione e pensiero) allo scopo di ottenere un’espressione totale che si raggiunge attraverso un approccio profondo\, intellettuale-scientifico e allo stesso tempo intuitivo; analitico e globale.
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SUMMARY:Isole di Teatro – per un Teatro della Necessità
DESCRIPTION:Armando Punzo\, regista della Compagnia della Fortezza\, all’Università degli Studi di Napoli Federico II\, dal 5 al 9 dicembre 2005\, per il progetto: “Isole di Teatro – per un Teatro della Necessità” \nIl progetto\, ideato da Agostino Riitano e Stefania Piccolo ed organizzato dall’Associazione Culturale Labor.Inti Federiciani e dall’Associazione Culturale Officinae Efesti\, patrocinato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II\, prevede la realizzazione di un laboratorio teatrale pratico condotto dal regista Armando Punzo – fondatore della celebre Compagnia della Fortezza composta da detenuti-attori del carcere di Volterra – una delle compagnie più importanti del panorama europeo – che si terrà presso il teatro “Tinta di rosso”; e due seminari teorici che si terranno presso l’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia. \nIl laboratorio pratico avrà come tema di partenza l’”Opera da tre soldi” di Bertold Brecht e si svilupperà con una dinamica full immersion che impegnerà i partecipanti per cinque intere giornate. Il 5 dicembre alle ore 13.00 incontreremo Armando Punzo che dedicherà il seminario all’esperienza della Compagnia della Fortezza ed ai risultati da essa conseguiti sia sul piano della funzione trattamentale carceraria che sul piano dell’espressione artistica\, avvalendosi della proiezione di documenti filmati; il giorno 9 dicembre alle ore 13.00 vedremo Ferdinando Falossi\, storico del teatro ed artigiano costruttore di maschere che ha messo a disposizione i suoi studi e la sua abilità di artista creatore al servizio del disagio in alcuni centri della Toscana\, che porrà attenzione al “Teatro in aree di disagio” come nuovo fenomeno che caratterizza il teatro contemporaneo\, anch’egli avvalendosi di documenti filmati.\nIl progetto “Isole di Teatro –per un teatro della necessità”\, nasce da riflessioni sul teatro\, come luogo che protende alla conoscenza intima dell’uomo e come luogo protetto\, dove poter ricercare le risorse più extra-ordinarie e misteriose dell’individuo\, e dalla concezione del teatro come consapevolezza\, come necessaria presenza\, come luogo in cui scoprire il disagio. E’ necessario pensare ad un simposio\, ad una comunione tra ciò che è immateriale – la mente\, il pensiero – e la materia – il corpo. Il laboratorio è aperto ad un massimo di 15 partecipanti\, studenti appartenenti all’Università Federico II di Napoli\, previa lettera di motivazione da inviare all’organizzazione.
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SUMMARY:spazio altro - cenerentola una favola per incontrare la diversità
DESCRIPTION:Il teatro è per noi un incontro\, è un benvenuto alle emozioni\, un dialogo tra corpi e culture di mille colori\, senza distinzione di nazionalità e culture\, ma anzi è un incontro ricco ogni volta di ogni suono o sguardo nuovo. E’ un incontro tra corpi! Quello che facciamo lo chiamano e li chiamiamo: “laboratori teatrali interculturali”. Per noi l’intercultura\, intesa come prospettiva di incontro-dialogo tra diverse culture\, è ormai necessaria. \nIl percorso di laboratorio di teatro tra adolescenti dei campi Rom di Secondigliano (Na) ed adolescenti della area a nord di Napoli si chiama “Spazio Altro\, Cenerentola una favola per incontrare la diversità”\, finanziato dalla Commissione Europea\, progetto Gioventù in Azione\, capofila “Chi rom…e chi no”. \n \nUn’esperienza unica\, che ci porta due volte a settimana nei campi Rom di Secondigliano: arriviamo con un mini autobus guidato da un autista macedone e roulotte per roulotte andiamo a prendere i bambini e gli adolescenti che tra mille sorrisi ciò che ci resta è l’immagine di un bambino che ci attende mascherato da piccolo “babbo natale” ed ogni volta è un’immagine difficile da dimenticare (per il piccolo il teatro è un dono\, come quelli che porta Babbo Natale) . \nDai campi andiamo in un centro che accoglie diversi anziani ex manicomiali: tra ragazzini e gli anziani (per nulla facili da gestire) scatta una poesia incredibile. \nEd infine ad accogliere “Spazio altro – cenerentola una favola per incontrare la diversità” è il Gridas\, il gruppo fondato dal noto artista Felice Pignataro e sua moglie Mirella La Magna (in foto). \n \nQuesto avviene poco prima dell’esperienza “Arrevuoto” in quegli stessi luoghi. \nAbbiamo gettato i semi per una pedagogia artistica sperimentale coadiuvati dallo spirito guerriero e iper-innovativo di Felice Pignataro\, cha da poco ci lasciati! \n 
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SUMMARY:spazio altro - battaglia (2004-2005)
DESCRIPTION:Il Laboratorio Teatrale “Spazio Altro – battaglia” (seconda declinazione anni 2004-2005)  si svolge presso l’Istituto IPIA Casalli di Napoli con un gruppo di adolescenti della periferia nord di Napoli\, all’interno del progetto OFIS della Regione Campania\, per creare un’offerta formativa integrata sperimentale d’Istruzione e formazione professionale. \n \nIl progetto è una declinazione del progetto “Spazio Altro”\, in cui si intende porre il teatro\, inteso come istinto fisico e come altrove\, in relazione alle istituzioni\, intese come controllori dei corpi\, al fine di innescare una viva dialettica creativa tra istinto e istituzione volta a produrre una coscienza reale delle potenzialità espressive del corpo. \nLa ricerca è quella di lavorare attraverso dei canali “altri” più vicini al linguaggio non verbale che vivono gli adolescenti: il linguaggio del corpo\, oggetto di amore e conflitto quotidiano.  I bisogni formativi sono quelli di utilizzare uno strumento di loro conoscenza ma in maniera profonda\, prendendo coscienza delle potenzialità del linguaggio corporeo di cui spesso invece non si utilizzano le effettive potenzialità.  \n \nDegli esercizi pratici\, basati sui temi del gesto\, dello spazio e dell’immagine di sé\, sono utilizzati come lettura “artistica” dell’esperienza facendo produrre agli allievi delle improvvisazioni teatrali sul tema della battaglia. Tali improvvisazioni/azioni teatrali sono frutto della creatività personale stimolata dalla presa di coscienza del linguaggio corporeo.
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SUMMARY:Decroux e il mimo corporeo documentario di Marcello Sannino (2003)
DESCRIPTION:E.Ravo e Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				Eugenio Ravo\n				\n			\n				\n			\n				\n				Yves LeBreton\n				\n			\n				\n			\n				\n				Maria Benoni\n				\n			\n				\n			\n				\n				Allievi – Erica\n				\n			\n				\n			\n				\n				Paola Scialis\n				\n			\n				\n			\n				\n				il fotografo Dominik Huber\n				\n			\n				\n			\n				\n				Maria Benoni\n				\n			\n				\n			\n				\n				Prof. De Marinis\n				\n			\n				\n			\n				\n				Team organizzativo\n				\n			\n				\n			\n				\n				Maria Benoni\n				\n			\n				\n			\n				\n				Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				Agostino Riitano e Paola Scialis\n				\n			\n		\n\nDopo aver svolto l’attività di libraio dal 1995 al 2001\, il regista Marcello Sannino\, decide di dedicarsi a tempo pieno all’attività cinematografica che frequentava da tempo occupando vari ruoli. Realizza alcuni documentari tra cui: Decroux e il mimo corporeo tratto dalla nostra esperienza “Viaggio alla radice”\, attraverso il racconto degli assistenti/ allievi del maestro del mimo corporeo (2003). Il documentario è incentrato sulla figura di Etienne Decroux \, inventore del mimo corporeo e figura di spicco del teatro del novecento. Lui sosteneva che per fare nascere un nuovo teatro doveva nascere l’Arte dell’Attore\, così\, chiuso nella sua scuola\, ha sezionato il corpo umano scoprendone le infinite capacità espressive; essere stato un suo allievo è significato vivere anni di studio e di sacrificio durissimi\, questo viene fuori dai racconti e dalle dimostrazioni dei suoi allievi partecipanti al laboratorio. \nGli studi su Decroux non hanno\, però\, ancora delineato un profilo chiaro del maestro\, ecco il motivo dell’incontro in Calabria organizzato dall’Associazione Culturale Officinae Efesti\, ed ecco perché i confronti tra gli allievi sono stati spesso duri e spigolosi\, le interpretazioni erano spesso diverse ed i risultati pure. I partecipanti\, venuti da tutta Italia\, con il loro bagaglio di esperienza hanno collaborato a rendere più intensi gli incontri fino all’ultimo giorno quando davanti al fuoco hanno raccontato le emozioni ed i cambiamenti vissuti durante la settimana. Questa concentrazione\, questo isolamento\, queste tensioni\, unite alla visione delle lezioni e delle rappresentazioni degli attori\, compongono la trama del documentario\, servendosi anche di fotografie e di immagini di repertorio riprese in diretta durante una proiezione del laboratorio. \nMarcello Sannino ha firmato anche L’ultima Treves (2007) su di una storica libreria sotto sfratto\, un atto di resistenza\, un ritratto del mestiere del libraio. E’ stato premiato con una menzione speciale al NapoliFilmFestival per Corde(2009). Oltre l’impegno come regista\, dal 2008 al 2016 collabora con l’Arci Movie di Ponticelli\, Parallelo41 e Figli del Bronx curando alcuni laboratori sul linguaggio cinematografico presso gli Istituti di Istruzione Superiore e realizzando insieme agli allievi cortometraggi che hanno partecipato ai festival di categoria. \nE dal 2020\, il pluripremiato “Rosa\, pietra\, stella” film prodotto da Parallelo41\, Bronx film e PFA productions .Anteprima mondiale 49. International Film Festival Rotterdam. Braunschweig Film Festival. Festival Internazionale del Cinema di Pesaro. Giffoni Film Festival. Annecy Festival del Cinema Italiano. Carbonia Film Festival. Matera Film Festival (Miglior film\, Miglior attrice protagonista).Festival del Cinema Italiano (Miglior attrice protagonista). Candidatura NASTRI D’ARGENTO.Miglior Soggetto originale. \nAltre informazioni sul regista Sannino\, qui!
URL:https://efesti.org/eventi/decroux-e-il-mimo-corporeo-documentario-di-marcello-sannino-2003/
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SUMMARY:Viaggio alla radice - settimana internazionale di studi su Etienne Decroux
DESCRIPTION:“Viaggio alla radice – settimana internazionale di studi teorici e pratici su Etienne Decroux” è stato il primo viaggio per ripercorrere il mimo corporeo di Decroux\, la prima occasione in cui allievi-assistenti di generazioni diverse si pongono a confronto pubblicamente\, mettendo in luce i mutamenti di linguaggio e di pratica. Una settimana di studi teorici e pratici\, tenutasi a Belmonte Calabro (Cs) dal 13 al 19 settembre del 2003\, organizzata dalle Associazioni culturali “Officinae Efesti” e “I Frati”\, con la direzione artistica e organizzativa di Agostino Riitano e Paola Scialis / co-direzione\, cura del diario di viaggio e assistenza ai workshop di Stefania Piccolo\, che ha visto confrontarsi e lavorare gli allievi di Decroux. \nMarise Flach (allieva negli anni ’50) \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				Marise Flach e gli allievi\n				\n			\n				\n			\n				\n				le scarpette da mimo di Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				E.Ravo e Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				Marise Flach\n				\n			\n		\n\n  \nQuesto progetto si configura\, ex post\, come la prima sperimentazione metodologica di quella che abbiamo definito “riterritorializzazione attraverso la presenza”. \n1. Il Corpo come Unità di Misura del Paesino Belmonte Calabro\nSulla scorta della lezione di Adolphe Appia\, “Viaggio alla Radice” ha eletto il borgo storico di Belmonte Calabro a “spazio ritmico”. L’incontro tra le diverse generazioni di allievi di Decroux (da Marise Flach a Yves Lebreton\, fino a Michele Monetta ed Eugenio Ravo) ha permesso di esperire il corpo non come strumento di imitazione\, ma come volume capace di abitare e risignificare l’architettura. In questo contesto\, il mimo corporeo è divenuto il dispositivo per “animare lo spazio inanimato”\, trasformando il borgo in un’opera d’arte vivente. \nYves Lebreton (allievo negli anni ’70) \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Yves Lebreton – conferenza Monetta\n				\n			\n				\n			\n				\n				Yves LeBreton\n				\n			\n				\n			\n				\n				Yves Lebreton\n				\n			\n				\n			\n				\n				Yves LeBreton e Stefania Piccolo\n				\n			\n				\n			\n				\n				Yves LeBreton\, Marise Flach\, Eugenio Ravo\n				\n			\n				\n			\n				\n				Yves Lebreton\n				\n		\n\n  \n  \nL’intervento ha innescato un’eterocronia profonda: la sospensione del tempo ordinario del borgo per fare spazio a un tempo “sacro” e denso\, dedicato allo studio della radice del gesto. Come teorizzato da Hegel\, lo spirito degli attuanti si è oggettivato nel luogo\, ritrovandosi e riconoscendosi in un’esteriorità che smetteva di essere solo pietra per farsi memoria collettiva. Attraverso workshop intensivi e testimonianze storiche (curate scientificamente con il supporto del Prof. Marco De Marinis del DAMS di Bologna)\, la “memoria dei tessuti” degli allievi di Decroux ha dialogato con la memoria identitaria del territorio calabrese. \nMichele Monetta\, Eugenio Ravo e Maria Benoni (allievi negli anni ’80) \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Eugenio Ravo\, Maria Benoni\, Agostino Riitano\, Marise Flach\n				\n			\n				\n			\n				\n				Michele Monetta\n				\n			\n				\n			\n				\n				workshop a cura di Michele Monetta\n				\n			\n				\n			\n				\n				Yves Lebreton\, Eugenio Ravo e Maria Benoni\n				\n			\n				\n			\n				\n				Eugenio Ravo\n				\n			\n		\n\n  \nL’esperienza di “Viaggio alla radice” è partita da un’attenta lettura dell’esperienza Decroux da parte di uno storico del teatro\, che è il professore Marco De Marinis (docente e direttore del Dams di Bologna); un laboratorio pratico di due giorni con Marise Flach (docente alla scuola del Piccolo Teatro di Milano e collaboratrice di Giorgio Strehler) ed una sua testimonianza; laboratorio pratico di due giorni con Yves Lebreton (attore) con una sua conferenza; Michele Monetta (attore e regista) con due giorni di laboratorio; una conferenza ed un video-forum a cura dell’i.c.r.a. project; la proiezione del video “Mime corporal” con Yves Lebreton prodotto nel 1971 ad Holstebro presso l’Odin Teatret con la regia di Torgeir Wethal; una dimostrazione-spettacolo ed una conferenza a cura di Eugenio Ravo; una dimostrazione-spettacolo di Michele Monetta ed infine una tavola rotonda\, coordinata da Maria Benoni. \nL’eredità di questa esperienza risiede nell’aver dimostrato che la rinascita delle aree interne non può prescindere dalla “scultura sociale” dei corpi che le attraversano. “Viaggio alla Radice” ha anticipato il modello dell’arte del cammino interiore\, dove il rigore tecnico del mimo si fonde con la pedagogia dell’empatia. L’impatto del progetto — che ha visto la partecipazione di istituzioni internazionali e la produzione di documenti filmici sulla “grammatica del corpo” — conferma che la bellezza autentica nasce dal recupero del legame primordiale tra l’essere umano e la sua capacità di generare senso attraverso la sola presenza fisica. \nPH: DOMINIK HUBER \nAgostino Riitano \n 
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SUMMARY:spazio altro - teatro tra istinto e istituzione
DESCRIPTION:Con il progetto “spazio altro”\, intendiamo porre il Teatro\, inteso come istinto fisico e come altrove\, in relazione alle Istituzioni\, intese come controllori dei corpi\, al fine di innescare una viva dialettica creativa tra istinto e istituzione\, volta a produrre una coscienza reale delle potenzialità espressive del corpo.  \nIl programma pluriennale “Spazio Altro”\, avviato nel 2002\, si configura come una ricerca-azione volta a porre la prassi teatrale — intesa quale istinto fisico e “altrove” fenomenologico — in costante dialogo con le Istituzioni\, storicamente deputate al governo e alla disciplina dei corpi. L’obiettivo è l’innesco di una dialettica creativa tra pulsione istintiva e norma istituzionale\, finalizzata alla maturazione di una coscienza critica sulle potenzialità espressive del binomio corpo-mente. \nIl Teatro come Eterotopia Educativa\nIn linea con il concetto di eterotopia di Foucault\, “Spazio Altro” trasforma l’aula scolastica o il centro sociale in uno “spazio altro”\, un luogo dove le regole ordinarie della produttività e del giudizio vengono sospese. Qui\, attraverso il format della “magia svelata”\, i partecipanti (dagli alunni delle scuole del centro di Napoli ai ragazzi dell’Istituto Penitenziario di Nisida) sperimentano la verità dell’azione scenica. Il teatro diventa lo “spazio vuoto” (Brook) necessario per far emergere l’invisibile: la memoria emotiva e il potenziale creativo inespresso. \nIl progetto ha avuto diverse declinazioni:  \n\n“spazio altro – dove costruire la magia svelata” negli anni 2002 e 2003 rivolti a bambini e adolescenti dai 9 ai 14 anni nelle Scuole del Centro di Napoli; \n“spazio altro – battaglia” nel 2004 e 2005 rivolto ad adolescenti del progetto OFIS della Regione Campania; \n“spazio altro – cenerentola\, una favola per incontrare la diversità”\, rivolto a bambini ed adolescenti dei campi rom del quartiere Secondigliano di Napoli; \n“spazio altro – l’arte dell’attore” e “spazio altro – le illusioni”\, progetto di 600 ore rivolto ad adolescenti della zona Miano-Capodimonte di Napoli\, negli anni 2007-2008-2009; \n“spazio altro – crepaccio” rivolto ad adolescenti di Ercolano\, nell’anno 2009\, all’interno del Festival Eruzioni; \n“spazio altro” – I. Sola – Hotel Nesis” con i ragazzi dell’Istituto penitenziario di Nisida negli anni 2009-2010\, in collaborazione con il Teatro dei Venti di Modena; \n“spazio altro – laboratorio xenos” con adolescenti di varie nazionalità al Rione Sanità di Napoli\, negli anni 2011-2012; \n“spazio altro – le ombre cinesi – Befane Ha Napoli”: laboratorio per bambini dai 3 per costruire una favola di teatro nero al Rione Sanità di Napoli nel 2012; \ninfine “la grande magia: spazio altro”\, all’interno degli Atelier Teatrali Territoriali\, laboratorio teatrale interculturale rivolto ad adolescenti del quartiere S. Lorenzo di Napoli e svoltosi all’interno del Teatro San Ferdinando\, nel Teatro di Eduardo De Filippo negli anni 2012\, 2013 e parte del 2014! \n\n\nLe diverse declinazioni del progetto — dai contesti di marginalità come i campi Rom di Secondigliano ai quartieri sensibili di Miano e Capodimonte — dimostrano che il teatro è un dispositivo di welfare culturale. \n\n\nL’Integrazione della Diversità: Attraverso il lavoro di gruppo\, si promuove l’integrazione delle differenze in un tempo “denso” e sacro (eterocronia). \n\n\nLa Formazione del Cittadino: Non si formano attori\, ma “abitanti consapevoli”\, capaci di narrare l’invisibile delle proprie periferie e di trasformare lo spazio geografico in una geografia del ben-essere. \n\n\nIl teatro diventa il luogo privilegiato dove esplorare e vivere la globalità di una esperienza creativa e formativa. I nostri laboratori teatrali sono intesi come “ricerca aperta al territorio” e si caratterizzano\, quindi\, come attività di ricerca e di conoscenza della realtà in cui ci troviamo ad operare. È un modo per dare risposta concreta e non convenzionale ai bisogni della comunità in cui si lavora. Pensiamo che la prima funzione del teatro in età scolare sia quella di favorire\, attraverso il gioco e la rappresentazione\, la socializzazione delle esperienze individuali e la condivisione di obiettivi comuni. Con il lavoro di gruppo\, si promuove l’integrazione tra gli individui nelle loro diversità.
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SUMMARY:“spazio altro – dove costruire la magia svelata” (2002/2003)
DESCRIPTION:“Spazio altro  – dove costruire la magia svelata” è la prima declinazione del progetto “spazio altro”.  Avrà inizio nel settembre del 2002 per concludersi a giugno 2003 in tre scuole del centro e della periferia di Napoli: l’IC T. Confalonieri (la scuola di Annalisa Durante nostra ex-allieva del progetto)\, il XII circolo e l’IC Prota Giurleo della periferia di Napoli\, a Ponticelli. \n“Spazio altro” sono una serie di laboratori teatrali che pongono attenzione allo spazio dei corpi tra istinto e istituzione pubblica (la Scuola pubblica in questo caso). \nhttps://efesti.org/anto/wp-content/uploads/2022/05/Cellula-di-luce-di-Giuseppe-Imbucci.mp4\nIl fatto teatrale per noi pone al centro dell’attenzione la corporeità e i sensi dei bambini e degli adolescenti.  \nIl linguaggio che trasmettiamo è complesso: il gesto\, il movimento\, il suono\, la parola e l’immagine costituiscono il senso. Nel nostro gioco (metodo OEfesti)\, il bambino sperimenta la propria corporeità e attraverso l’esperienza sensoriale che egli vive. Di questo progetto\, ne condividiamo una lettera (ascolto di tre minuti) che un papà\, il prof. Giuseppe Imbucci (di cui sotto potete ascoltarne l’audio\, con la voce di Stefania Piccolo) scrive\, a ridosso della presentazione pubblica del giugno del 2003 al Teatro Galleria Toledo di Napoli. Il papà era un non vedente. \nAlla memoria del professore di storia contemporanea dell’Università di Salerno e pioniere degli studi sul gioco pubblico in Italia\, scomparso nel 2005\, che ha guardato con gli occhi del cuore! \nhttps://efesti.org/anto/wp-content/uploads/2022/05/Giuseppe-Imbucci_cellula-di-luce.mp3
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