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SUMMARY:empatia e memoria emotiva - Napoli
DESCRIPTION:https://efesti.org/wp-content/uploads/2024/11/workshop-intensivo-empatia-e-memoria-emotiva-produzione-artistica-©OfficinaeEfesti2023.mp4\nEmpatia e Memoria Emotiva: Un’Eterotopia della Cura (2022 – Oggi)\nDal novembre 2022\, il format ideato e condotto da Stefania Piccolo si è evoluto in un dispositivo di welfare culturale permanente. Partendo dal concetto foucaultiano di eterotopia\, il workshop non si configura come un semplice laboratorio teatrale\, ma come uno “spazio altro” in cui il corpo diventa il luogo della risignificazione emotiva e dell’incontro autentico con l’altro. \nIl Nucleo Metodologico: Mnemosyne e il Corpo Poetico\nIl progetto affonda le radici nell’etimo di Memoria (Mnemosyne)\, intesa come facoltà etica di mantenere in vita la Bellezza. In un’epoca di smaterializzazione dei legami\, il workshop propone una “ri-territorializzazione dell’anima” attraverso: \n\n\nLa Memoria dei Tessuti: Superare la rievocazione intellettuale per attingere a un’esperienza somatica dove il ricordo si fa gesto. \n\n\nL’Atto Empatico: La capacità di “mettersi nel corpo dell’altro” senza l’ausilio della parola\, utilizzando i livelli di tensione e il respiro come ponti relazionali. \n\n\n\nPercorsi per Adulti: Soft Skills e Benessere Professionale\nPer il target adulto (con particolare attenzione alle professioni di cura\, insegnanti e professionisti del Club Medici)\, il percorso dal 2022 si è focalizzato sullo sviluppo delle competenze trasversali (Soft Skills) attraverso il teatro fisico: \n\n\nGestione del Burnout: Utilizzare lo “spazio vuoto” per scaricare le tensioni e ritrovare la propria presenza scenica e vitale. \n\n\nCanti Vibratori e Canto Interiore: Esplorazione della voce come vibrazione corporea per sbloccare nodi emotivi e favorire la coesione di gruppo. \n\n\nEtica della Bellezza: Trasformare il proprio percorso di vita e di lavoro in un’opera d’arte vivente\, applicando i principi di Hegel e Appia alla quotidianità professionale. \n\n\nCome nasce questo workshop\nDi ritorno dalla straordinaria esperienza di teatro comunità Happening of Human Books – progetto culturale prodotto da Procida Capitale della Cultura per il 2022 – ideato e diretto da Stefania Piccolo e curato da Officinae Efesti –  l’organizzazione culturale continua nella sua ricerca organizzando ulteriori processi creativi\, per continuare a donare spiragli d’umanità. \nIl teatro di Officinae Efesti si muove come costruttore di comunità tra le comunità. La creatività\, la memoria dei legami e il potenziamento delle relazioni: sono tra gli obiettivi che l’organizzazione si prefigge di perseguire per la creazione di una metodologia che orienti allo sviluppo di società più accoglienti e comunità più empatiche. \nLa formazione del team guarda alla diversità come risorsa creativa e al benessere sia per la singola persona che per la comunità. Il gruppo di lavoro considera l’esperienza dell’uomo come una combinazione di esperienza fisica\, emotiva e cognitiva\, in costante rapporto con le persone\, l’ambiente e le culture. \nIn prospettiva\, le attività di formazione teatrale ed il nostro processo artistico costituiscono un’esperienza altamente formativa\, culturale e sociale di empowerment e di integrazione. \nCi diamo la possibilità di incontrare altre comunità e altri stimoli utili al benessere sociale e fisico delle persone\, per dare seguito ad un importante processo creativo nato sull’isola di Arturo la primavera-estate del 2022 con un’umanità desiderosa di incontrare l’Altro\, di ri-appropriarsi  di dialogo interculturale attraverso l’arte. \nCLICCA QUI per vedere i seminari teatrali di luglio condotti da Stefania Piccolo per Procida 2022 \n\nPertanto\, il team di Officinae Efesti propone la formula ‘full immersion weekend mensile’\, in modo da poter dare la possibilità anche ad isolani di potervi partecipare con una cadenza meno impegnativa (di un appuntamento settimanale ad esempio) nel corso del proprio quotidiano di vita su un’isola (con le evidenti problematiche di isolamento se ci sono fenomeni meteorologiche avversi\, ad esempio). \nQuesto workshop\, che ha il tema dell’empatia e della memoria emotiva\, è soltanto il primo dei diversi incontri mensili. Di volta in volta saranno comunicati gli spazi che ospiteranno il ciclo formativo. \nIl percorso ha in prospettiva anche residenze artistiche in spazi immersi nella natura\, in piccoli borghi\, lontani dal caos delle città\, in cui si potrà partecipare ad un’altra tipologia di formazione\, usufruendo dell’esperienza di diversi professionisti dell’arte performativa\, dell’arte visiva\, di teatro e di danza comunitaria con la formula di ‘residenza artistica full immersion ‘ coordinati da Stefania Piccolo. \nPercorsi per Bambini: Educazione Emozionale e Bellezza Autentica\nPer l’infanzia\, il format è stato adattato come strumento di prevenzione del disagio e alfabetizzazione emotiva\, operando nelle scuole e nei centri culturali: \n\n\nIl Gioco del “Controspazio”: Insegnare ai bambini che il corpo è una casa sensibile che può ospitare storie e mondi diversi (l’eterotopia come gioco creativo). \n\n\nL’Ascolto del Silenzio: Esercizi di teatro fisico per educare all’ascolto dell’altro\, contrastando l’omologazione digitale e favorendo la meraviglia. \n\n\nInclusione Radicali (BES e Fragilità): Utilizzare il linguaggio non verbale per abbattere le barriere comunicative\, permettendo a ogni bambino di sentirsi “custode” della bellezza collettiva. \n\n\nImpatto e Visione (2024)\nOggi\, “Empatia e Memoria Emotiva” è il pilastro su cui Officinae Efesti costruisce nuove Geografie del Benessere. Il progetto ha dimostrato che allenare la memoria emotiva significa preparare il corpo all’incontro\, trasformando la vulnerabilità individuale in una forza comunitaria. \nDalle periferie di Napoli ai piccoli borghi delle aree interne\, il format continua a generare “Atti Poetici di Comunità”\, dove il benessere non è l’assenza di conflitto\, ma la capacità di abitare poeticamente la propria storia in relazione a quella degli altri. \nChi è Stefania Piccolo\nNapoletana\, co-Fondatrice (con Agostino Riitano) e Presidente dell’Associazione culturale Officinae Efesti sin dal 2003. \nSi è formata con Ang Gey Pin\, Yves Lebreton\, Julia Varley\, Tage Larsen\, Nikolaj Karpov\, Tapa Sudana\, Juri Alsichjtz\, Marise Flach\, Angelika Hauser\, Ava Loiacono\, Armando Punzo\, Antonio Viganò\, Francesca della Monica\, Nicolas Grimaldi Capitello\, Dominique Mercy\, Virgilio Sieni e altri maestri e pedagoghi della scena internazionale. \nLaureata in Filosofia\, operatrice teatrale nelle aree di disagio e nelle carceri\, manager community maker. \nDal 2003 si occupa di pedagogia teatrale\, dirigendo l’area formazione di Officinae Efesti\, attraverso la pratica del teatro fisico\, il teatro-danza\, l’hatha yoga\, il metodo di STANISLAVSKIJ\, il corpo della voce per vivere le emozioni anziché imitarle. \nDal 2018 cura workshop residenziali in natura dal titolo ‘birds canticum’ una pratica da lei ideata\, facendo immergere gli allievi nell’arte performativa e nell’ascolto dei canti degli uccelli. Continua a lavorare sulla ricerca dei suoni vibratori frutto dello studio sui ‘canti vibratori’ con la maestra singaporese Ang Gey Pin (assistente di Jerzy Grotowski).\nEsperta di antropologia teatrale\, di pratiche di dialogo interculturale e di team building. Ha insegnato Antropologia teatrale nel Master di II livello in Pet Therapy per la Facoltà di Veterinaria dell’Università Federico II di Napoli (2012-2013). \nDalla fine del 2014 cura la direzione artistica e dal 2019 anche la direzione organizzativa e il project management dell’organizzazione Officinae Efesti. \nNel 2019 il progetto dal lei ideato e diretto “la Grande Bellezza” – percorso di 600 ore con 600 minori (dai 7 ai 17 anni) educazione al patrimonio materiale ed immateriale realizzato con la co-direzione organizzativa di Alessandra Magnacca e Ilaria Ceci e con 15 professionisti del campo dell’arte e in quattro territori partenopei vince il premio nazionale “Patrimoni viventi” del Centro Universitario Europeo per i Beni culturali e nel novembre 2020 “best practice 2019” dal MIUR e presentato alle Autorità di gestione dei Fondi strutturali Europei 2021-2027 a Bruxelles\, il 5 novembre del 2020. \nNel 2020-2021 ha lavorato come ‘Esperta in Comunicazione ed  animazione territoriale’ – per  ‘acube società benefit di Milano’\,  per I Quartieri dell’Innovazione – un programma delI’Assessorato alle Politiche Sociali e al Lavoro del Comune di Napoli. \nNel febbraio del 2022 è stata premiata la sua nuova idea (in corso di studio e fundraising) ’La Bottega degli errori’ una Summer school immersa in un borgo che accoglierà 50 giovani che non studiano e non lavorano: una scuola senza pregiudizi dove imparare che sbagliare è importante per crescere. \nHa condotto e diretto la visione scenica della perfomance “Happening of Human Books” \, con l’assistenza alla creazione di Lidia Cangiano e assistenza all’organizzazione di Giorgia Bisanti – percorso di 120 ore con 22 non attori\, collezionando un grande successo per il suo debutto in Procida Capitale della Cultura del 2022 dello scorso 23 e 24 settembre. \n 
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SUMMARY:spazio altro - teatro tra istinto e istituzione
DESCRIPTION:Con il progetto “spazio altro”\, intendiamo porre il Teatro\, inteso come istinto fisico e come altrove\, in relazione alle Istituzioni\, intese come controllori dei corpi\, al fine di innescare una viva dialettica creativa tra istinto e istituzione\, volta a produrre una coscienza reale delle potenzialità espressive del corpo.  \nIl programma pluriennale “Spazio Altro”\, avviato nel 2002\, si configura come una ricerca-azione volta a porre la prassi teatrale — intesa quale istinto fisico e “altrove” fenomenologico — in costante dialogo con le Istituzioni\, storicamente deputate al governo e alla disciplina dei corpi. L’obiettivo è l’innesco di una dialettica creativa tra pulsione istintiva e norma istituzionale\, finalizzata alla maturazione di una coscienza critica sulle potenzialità espressive del binomio corpo-mente. \nIl Teatro come Eterotopia Educativa\nIn linea con il concetto di eterotopia di Foucault\, “Spazio Altro” trasforma l’aula scolastica o il centro sociale in uno “spazio altro”\, un luogo dove le regole ordinarie della produttività e del giudizio vengono sospese. Qui\, attraverso il format della “magia svelata”\, i partecipanti (dagli alunni delle scuole del centro di Napoli ai ragazzi dell’Istituto Penitenziario di Nisida) sperimentano la verità dell’azione scenica. Il teatro diventa lo “spazio vuoto” (Brook) necessario per far emergere l’invisibile: la memoria emotiva e il potenziale creativo inespresso. \nIl progetto ha avuto diverse declinazioni:  \n\n“spazio altro – dove costruire la magia svelata” negli anni 2002 e 2003 rivolti a bambini e adolescenti dai 9 ai 14 anni nelle Scuole del Centro di Napoli; \n“spazio altro – battaglia” nel 2004 e 2005 rivolto ad adolescenti del progetto OFIS della Regione Campania; \n“spazio altro – cenerentola\, una favola per incontrare la diversità”\, rivolto a bambini ed adolescenti dei campi rom del quartiere Secondigliano di Napoli; \n“spazio altro – l’arte dell’attore” e “spazio altro – le illusioni”\, progetto di 600 ore rivolto ad adolescenti della zona Miano-Capodimonte di Napoli\, negli anni 2007-2008-2009; \n“spazio altro – crepaccio” rivolto ad adolescenti di Ercolano\, nell’anno 2009\, all’interno del Festival Eruzioni; \n“spazio altro” – I. Sola – Hotel Nesis” con i ragazzi dell’Istituto penitenziario di Nisida negli anni 2009-2010\, in collaborazione con il Teatro dei Venti di Modena; \n“spazio altro – laboratorio xenos” con adolescenti di varie nazionalità al Rione Sanità di Napoli\, negli anni 2011-2012; \n“spazio altro – le ombre cinesi – Befane Ha Napoli”: laboratorio per bambini dai 3 per costruire una favola di teatro nero al Rione Sanità di Napoli nel 2012; \ninfine “la grande magia: spazio altro”\, all’interno degli Atelier Teatrali Territoriali\, laboratorio teatrale interculturale rivolto ad adolescenti del quartiere S. Lorenzo di Napoli e svoltosi all’interno del Teatro San Ferdinando\, nel Teatro di Eduardo De Filippo negli anni 2012\, 2013 e parte del 2014! \n\n\nLe diverse declinazioni del progetto — dai contesti di marginalità come i campi Rom di Secondigliano ai quartieri sensibili di Miano e Capodimonte — dimostrano che il teatro è un dispositivo di welfare culturale. \n\n\nL’Integrazione della Diversità: Attraverso il lavoro di gruppo\, si promuove l’integrazione delle differenze in un tempo “denso” e sacro (eterocronia). \n\n\nLa Formazione del Cittadino: Non si formano attori\, ma “abitanti consapevoli”\, capaci di narrare l’invisibile delle proprie periferie e di trasformare lo spazio geografico in una geografia del ben-essere. \n\n\nIl teatro diventa il luogo privilegiato dove esplorare e vivere la globalità di una esperienza creativa e formativa. I nostri laboratori teatrali sono intesi come “ricerca aperta al territorio” e si caratterizzano\, quindi\, come attività di ricerca e di conoscenza della realtà in cui ci troviamo ad operare. È un modo per dare risposta concreta e non convenzionale ai bisogni della comunità in cui si lavora. Pensiamo che la prima funzione del teatro in età scolare sia quella di favorire\, attraverso il gioco e la rappresentazione\, la socializzazione delle esperienze individuali e la condivisione di obiettivi comuni. Con il lavoro di gruppo\, si promuove l’integrazione tra gli individui nelle loro diversità.
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SUMMARY:“spazio altro – dove costruire la magia svelata” (2002/2003)
DESCRIPTION:“Spazio altro  – dove costruire la magia svelata” è la prima declinazione del progetto “spazio altro”.  Avrà inizio nel settembre del 2002 per concludersi a giugno 2003 in tre scuole del centro e della periferia di Napoli: l’IC T. Confalonieri (la scuola di Annalisa Durante nostra ex-allieva del progetto)\, il XII circolo e l’IC Prota Giurleo della periferia di Napoli\, a Ponticelli. \n“Spazio altro” sono una serie di laboratori teatrali che pongono attenzione allo spazio dei corpi tra istinto e istituzione pubblica (la Scuola pubblica in questo caso). \nhttps://efesti.org/anto/wp-content/uploads/2022/05/Cellula-di-luce-di-Giuseppe-Imbucci.mp4\nIl fatto teatrale per noi pone al centro dell’attenzione la corporeità e i sensi dei bambini e degli adolescenti.  \nIl linguaggio che trasmettiamo è complesso: il gesto\, il movimento\, il suono\, la parola e l’immagine costituiscono il senso. Nel nostro gioco (metodo OEfesti)\, il bambino sperimenta la propria corporeità e attraverso l’esperienza sensoriale che egli vive. Di questo progetto\, ne condividiamo una lettera (ascolto di tre minuti) che un papà\, il prof. Giuseppe Imbucci (di cui sotto potete ascoltarne l’audio\, con la voce di Stefania Piccolo) scrive\, a ridosso della presentazione pubblica del giugno del 2003 al Teatro Galleria Toledo di Napoli. Il papà era un non vedente. \nAlla memoria del professore di storia contemporanea dell’Università di Salerno e pioniere degli studi sul gioco pubblico in Italia\, scomparso nel 2005\, che ha guardato con gli occhi del cuore! \nhttps://efesti.org/anto/wp-content/uploads/2022/05/Giuseppe-Imbucci_cellula-di-luce.mp3
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