La rassegna si lascia attraversare da linguaggi diversi ed abita differenti luoghi fisici e di senso, la drammaturgia trova il suo snodo principale nella resistenza come atto poetico, da Antigone della produzione Ichòs Zoe Teatro, in scena il 20 e 21 aprile, al mondo relazionale dell’Africa Occidentale attraverso il suono del Tama del polistrumentista griot Baba Sissoko, con il concerto Solo del 28 aprile, fino alla tensione metafisica di Abram e Isac de I Sacchi di Sabbia del 4 e 5 maggio, quest’ultimo rivolto esclusivamente agli allievi delle scuole Livatino e Don Milani.
La sinergia, realizzata grazie al Contributo di Città Metropolitana di Napoli, mura a favorire il riconoscimento e la visibilità delle competenze dei giovanissimi coinvolti nella rassegna, contribuendo a mutare quell’immagine stereotipata dei giovani della periferia.

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Rassegna stampa Una Vita per il Teatro