innovazione e co-creazione comunitaria
La creatività non è un ornamento del presente, ma l'ossigeno del futuro. È responsabilità civile. Il progetto di innovazione socioculturale "Sismografi di Comunità": Officinae Efesti e Moleskine Foundation insieme per l'innovazione sociale. Scopri il potere della scrittura creativa di getto tra Napoli, Lecce e Altamura.
Il progetto si rivolge a 15 giovani laureati (preferibilmente in architettura e humanities) interessati ad approfondire i processi e gli strumenti per la progettazione e la realizzazione di interventi di rigenerazione urbana orientati all’innovazione sociale e culturale. Il programma formativo poggia su 4 pilastri che puntano a costruire competenze specialistiche di alto livello nell’ambito del [...]
Domenica 8 novembre 2015 a piazza Municipio, la libertà di parola si è fatta protagonista in un evento che, sotto lo slogan “Napoli sta con Erri”, ha voluto mettere un punto allo scandalo De Luca. L’iniziativa, a cura dell'Associazione Culturale Officinae Efesti, si presenta con un programma ricco di appuntamenti insieme a famosi artisti e band tra cui un particolare momento con il celebre autore Erri De Luca.
L’Associazione L’Altra Napoli Onlus con la Coop. La Paranza, l’Associazione Culturale Officinae Efesti, La Comunità Missionaria dei Padri Vincenziani, la Coop. Un Fiore per la Vita, promuovono il progetto Napolixenìa: la valorizzazione del Complesso Monumentale di San Nicola da Tolentino e intendono costruire un luogo di integrazione, accoglienza e aggregazione; uno spazio reale -diretto, orientato e gestito dai giovani del territorio- con un attenzione al“paesaggio”.
Il laboratorio di cucina interetnica "Errando tra la gente - cucinare per conoscersi", con la finalità di uno scambio tra culture attraverso i sapori e le storie dei popoli, nasce dalla necessità di allargare le conoscenze ed affiancare all’aspetto nutrizionale dell’alimentazione, attività di ricerca sperimentale per mezzo di semplici, ma coinvolgenti esperienze di manipolazione, preparazione [...]
Il progetto "ERUZIONI" è arrivato alla sua quinta edizione. Nel corso degli anni abbiamo cercato di costruire un progetto culturale forte, condiviso dai cittadini e apprezzato dalla critica, ascoltando i bisogni autentici degli artisti e degli spettatori. Ci siamo inventati un contenitore, abbiamo modellato ogni volta un contenuto e costruiti un pubblico pensante e pagante. [...]
Il rito del Khomloy per noi è lo strumento di attivazione della comunità: l’evento del condividere e collaborare per ricostruirsi in quanto comunità. “Occasione per rendere visibile il punto di rottura, per stillare dal dolore una bellezza intensa, per trasformare la debolezza in una grandissima forza”.
Il progetto "spazio altro" prevede l’impegno di un’equipe composta da operatori teatrali, formatori, registi, attori, drammaturghi, scenografi ed esperti delle dinamiche di gruppo. Lo scopo del progetto è di promuovere nelle scuole e sul territorio, attraverso i linguaggi espressivi dell’arte e della comunicazione sociale, i potenziali creativi e i multiformi talenti presenti in ciascun individuo. Nell’ambito della didattica e della cultura riteniamo, infatti, il Teatro il luogo privilegiato dove esplorare e vivere la globalità di una esperienza creativa e formativa. Le attività sono tese a sperimentare una maggiore capacità di espressione e di comunicazione attraverso l’uso di diversi codici comunicativi e creativi. Esiste, pertanto, una disciplina del teatro, che non possiamo omettere all’esperienza: si tratta di una disciplina avente lo scopo di mettere, come nessun altra, l’individuo di fronte ai propri mezzi creativi e personali per insegnargli ad usarli illustrandone le nomenclature, le strutture e le finalità; tutto questo dovrà essere il risultato di un vasto fascio di esperienze da condurre in luoghi, in tempi ed a livelli diversi. In definitiva si tratta di personificare l’individuo in direzione del “sempre più profondo”. Personificare vuol dire: creare rapporti. Potremmo dire che il massimo della individualità si identifica con il massimo della socialità. Il termine individualità nell’arte drammatica, implica due condizioni diverse e convergenti: cementare al massimo l’apparire con l’essere; accedere alla libertà. L’azione drammatica deve diventare il supporto della “festa”. E questo perché nella festa si recupera il gratuito, l’effervescente, il “caos primitivo”. La festa è, come è noto, abbandono, libertà, creatività; è spontaneità, divertimento, possesso. Con essa è pertanto possibile giungere alla creatività più genuina, a livello del fisico, dello psichico, del mentale.Il laboratorio non si è esaurito in una “trasmigrazione di notizie”, bensì è stato sempre un atto creativo, senza cliché e formule magiche. Gli incontri hanno mirato ad indirizzare i partecipanti verso una costante ricerca e scoperta individuale: normalmente chi ricerca la propria creatività cerca innanzitutto se stesso. Il luogo privilegiato dove verificarsi, sperimentarsi e creare: è il Gruppo. L’attenzione è stata riposta sul gioco espressivo verbale e non verbale e di costruzione, nonché sulla libertà d’espressione, sensazione, emozione, immagine e quant’altro necessario allo sviluppo e alla scoperta di mondi possibili.








